Ormai da un paio di settimane il mondo rossoblù ha ricominciato ad agitarsi per un nome che in teoria avrebbe dovuto allontanarsi dall'orizzonte del Bologna. In verità però mai come quest'anno l'estate di Diego Perez è stata vicina a portici e Due Torri e ora in tanti (anche a Casteldebole) si interrogano sull'opportunità di affidargli nuovamente le chiavi del centrocampo felsineo. Ve lo abbiamo chiesto anche in questi giorni nel nostro sondaggio e la vostra risposta è stata chiara: sì al ritorno del Ruso ma solo se al suo fianco ci sarà ancora Taider. Purtroppo però nei prossimi giorni il giovane algerino potrebbe prendere la strada verso Milano per rinforzare il centrocampo interista e a questo punto il nome di Perez tornerebbe di strettissima attualità proprio come possibile sostituto dell'ex compagno. Trovandosi improvvisamente privato del suo cardine in mediana, il tecnico Pioli riaprirebbe senza indugi le porte del suo Bologna all'uruguaiano che in questi mesi ha disputato la Confederations Cup per poi allenarsi con un personal trainer. Il mister conosce perfettamente l'importanza di un uomo di esperienza e carisma all'interno di un sistema delicatissimo come quello di centrocampo a maggior ragione per dare fiducia e coraggio a compagni di reparto come Krhin e Della Rocca. Per un giocatore come Perez che fa del sudore e dell'agonismo le sue armi le statistiche non possono dire tutto, ma sapere che negli ultimi tre anni il 77% delle vittorie del Bologna è arrivato con lui in campo è un dato significativo. I numeri però sono un'arma a doppio taglio visto che dimostrano anche che l'uruguaiano è stato spesso infortunato finendo quindi per disputare appena il 68% delle gare degli ultimi tre campionati non superando mai le 28 presenze stagionali. Per contestualizzare meglio questo dato proviamo però a confrontarlo con quello di altri centrocampisti più o meno coetanei che hanno militato in squadre di livello simile al Bologna. Scopriamo cosi che ad esempio il cagliaritano Daniele Conti si è limitato a 9 assenze in tre stagioni, mentre invece Sergio Almiron ha saltato ben 16 gare collezionando in totale circa quattro mesi di infortunio. In realtà però tra questi due giocatori e Diego Perez c'è una differenza importante: in estate gli altri due si sono sempre riposati svolgendo poi la preparazione con i compagni. El Ruso invece è stato quasi sempre impegnato con l'Uruguay finendo così per ridurre notevolmente il tempo dedicato al recupero da fatiche ed infortuni. Paradossalmente la sua situazione non è paragonabile neanche con quella di colleghi più blasonati come Esteban Cambiasso, ormai assente da due anni dalla Nazionale argentina ma è più vicina a quella di Daniele De Rossi che, pur essendo più giovane di tre anni, ogni stagione deve rinunciare ad almeno un mese di gioco per problemi fisici di varia natura. Detto dei problemi fisici, resterebbe da parlare del fatto che parte dei tifosi si sia sentita offesa dagli ultimi mesi in cui Perez si è guardato attorno a caccia di una nuova squadra e che oggi non vorrebbe vedere il Bologna usato come una soluzione di ripiego. Bisogna però sempre considerare che i calciatori sono lavoratori professionisti che come tutti gli altri devono pensare al proprio futuro e a quello delle loro famiglie. L'eventuale reintegro di Perez nella rosa di Pioli deve essere letto prima di tutto da un punto di vista tecnico e tattico pensando quindi prima di tutto al bene del Bologna.

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