Nel bel mezzo della bufera, con la tifoseria letteralmente imbufalita per la piega che sta prendendo la stagione e con il neo arrivato Ballardini forse non ancora resosi conto della gravità della situazione, arriviamo al giro di boa, alla fine di un girone di andata da incubo. La barchetta rossoblù ha davanti a sé altre 19 regate (passatemi il termine), e deve cercare di lasciarsi almeno altre 3 imbarcazioni alle spalle per continuare a navigare nei mari della serie A anche la prossima stagione. Fino alle 21 circa di ieri sera, con il Milan avanti di due gol contro il Sassuolo, eravamo tutti un po’ più tranquilli: Sassuolo che resta a quota 14, Catania e Livorno inchiodate a 13, e Bologna dunque che con lo scialbo pareggio rimediato al cospetto della Lazio guadagna un punticino sulle dirette concorrenti, virtualmente salvo a 16 punti e in linea di galleggiamento nonostante tutto e tutti. Sarebbe stato troppo bello, e forse anche ingiusto visto quanto fatto vedere dai ragazzi rossoblù in questa prima metà di stagione. E allora ci ha pensato Berardi a stravolgere le carte in tavola, abbattendo con un poker il Milan e regalando così 3 boccate di puro ossigeno ai suoi, che così proprio all’ultima curva sorpassano il Bfc lasciato adesso in piena zona rossa, a braccetto con il Chievo.
Probabilmente, anzi quasi sicuramente, la vittoria dei neroverdi di Di Francesco contro un Milan allo sbando (e con soli 6 punti di vantaggio sul Bologna) non era pronosticabile alla vigilia, ma terzultimo o quartulimo posto fa poca differenza a questo punto della stagione. Quello che preoccupano sono i dati statistici, davvero impietosi considerate tutte le stagioni dal ritorno in A sino ad oggi. Basti pensare che, dalla stagione 2008/09 a quella attuale, il bottino di 16 punti raccolto quest’anno è il peggiore in assoluto, così come il numero di reti fatte (a pari merito con il 2011/12) e reti subite. Insomma, un disastro.
In soldoni, ecco l’andamento del Bologna nelle annate considerate (la lettura delle righe successive è sconsigliata ai deboli di cuore):
ANDATA 08/09: 19 punti (4 vittorie, 7 pari, 8 sconfitte), 22 gol fatti, 29 subiti PIAZZAMENTO FINALE: 17° a 37 punti
ANDATA 09/10: 17 punti (4 vittorie, 5 pari, 10 sconfitte), 19 gol fatti, 28 subiti PIAZZAMENTO FINALE: 17° a 42 punti
ANDATA 10/11: 25 punti (6 vittorie, 7 pari, 6 sconfitte), 19 gol fatti, 21 subiti PIAZZAMENTO FINALE: 16° a 42 punti
ANDATA 11/12: 20 punti (5 vittorie, 5 pari, 9 sconfitte), 17 gol fatti, 25 gol subiti PIAZZAMENTO FINALE: 9° a 51 punti
ANDATA 12/13: 18 punti (5 vittorie, 3 pari, 11 sconfitte), 21 gol fatti, 25 gol subiti PIAZZAMENTO FINALE: 13° a 44 punti
ANDATA 13/14: 16 PUNTI (3 vittorie, 7 pari, 9 sconfitte), 17 GOL FATTI, 33 SUBITI
La seconda tranche di stagione dovrà avere necessariamente un’altra rotta, anche perché raddoppiare semplicemente il gruzzoletto accumulato in queste prime 19 partite molto probabilmente non basterà a salvare la pelle (il Palermo, terzultimo nel passato campionato, si era fermato proprio a 32), anche se vista la mediocrità del campionato in corso tutto è possibile. Vi lascio riflettere sui dati appena elencati, con la speranza di poter arrivare a maggio ed esclamare tutti insieme dalla barchetta rossoblù “terra in vista, capitano!”. Significherebbe salvezza, e permanenza nelle acque più pulite d’Italia. Significherebbe, soprattutto, aver lasciato in scia (almeno) 3 imbarcazioni condannate a mari meno nobili. Ma tra il dire e il fare, c’è di mezzo un intero girone di ritorno da affrontare. La boa è stata aggirata, l’obiettivo è stato fissato: adesso bisogna cominciare a remare per davvero.
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