Ha fatto gol Rolando Bianchi. Insperato da molti, atteso da altri, il centravanti che ha preso il posto del Gila, l'ha finalmente buttata dentro. Prima o poi, in qualche modo, doveva succedere perché Rolando i suoi gol li ha sempre fatti, vivendo stagioni più o meno tribolate. Il gol di Bianchi però, scomoda un paragone importante a livello di statistiche, coincidenze cabalistiche e geografiche, con Beppe Signori. Ora, che non si possano mettere i due sullo stesso piano è scontato e nessuno ha intenzione di farlo, ma sta di fatto che c'è qualche cosa che unisce i due attaccanti nella linea temporale della storia rossoblù.

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Nel 1998, quindici anni fa Signori, appena arrivato dalla Sampdoria dopo i guai fisici che sembravano ormai avviarlo sul viale del tramonto calcistico, faticò parecchio prima di segnare il suo primo gol in campionato, che arrivò l'8 di novembre, in corrispondenza con l'8a giornata, gol che valse il pareggio contro la Roma. Il bomber aveva comunque già segnato in gare ufficiali, in Coppa Italia ed Intertoto. Resta comunque il fatto che Bianchi ci ha temporalmente messo lo stesso tempo di Signori a sbloccarsi in Serie A, sebbene siano passate 3 giornate in più per via dei turni infrasettimanali. Che il lieto evento possa essere di buon auspicio ce lo possiamo solo augurare, sebbene il collega più giovane si arrivato a Bologna con ben altra carriera alle spalle, nonostante le primavere siano le stesse, 30.

Giuseppe e Rolando, due attaccanti bergamaschi, stesso ruolo ma caratteristiche molto diverse: uno rapido, guizzante e con un sinistro da favola, l'altro dotato di grande elevazione, fisicità e gioco di sponda. Attaccanti differenti ma che sono entrambi arrivati in rossoblù fra perplessità: Beppe arrivò a Bologna dopo l'ernia del disco: nessuno credeva che potesse dare ancora qualcosa al calcio ma lui zittì tutti coi fatti e al primo anno sotto le Due Torri siglò 15 reti in Serie A, trascinando il Bologna in semifinale di Coppa Uefa. Rolly invece è arrivato dal Torino a parametro zero, dopo aver vissuto una stagione tribolata in granata, giocando poco ma riuscendo comunque a segnare 11 reti. Il suo addio ha destato sospetti sul perché il Toro non l'avesse rinnovato e anche sul fatto che il Genoa, in netto vantaggio sulle pretendenti per lui a maggio, non avesse chiuso per firmarlo prima di tutte le altre. Tra mille dubbi quindi, Bianchi ha firmato per il Bologna e a parte la traversa colpita in Coppa Italia col Brescia, non ha ancora mostrato il proprio potenziale, registrando per lo più un paio di occasioni sbagliate (vedi Reggio Emilia) e prestazioni anonime.

Ma il gol di Bergamo, la sua Bergamo, quella che l'ha fischiato e che ne ha tirato fuori la rabbia dopo il pareggio segnato domenica, potrebbe aver segnato la svolta della sua stagione sin qui poco edificante. Si dice spesso che a volte basta un episodio, come un gol, per cambiare le cose: se poi si tratta di un attaccante tanto meglio. In fin dei conti Signori si sbloccò dopo quel gol alla Roma 15 anni fa, chissà che Bianchi non possa fare altrettanto?

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