Dopo due solo giornate di campionato c'è già chi in città inizia a disperarsi. L'amore enorme per il rossoblù o la condivisibile voglia di puntare finalmente più in alto della sopravvivenza però rischiano di fare brutti scherzi e mettere i bastoni tra le ruote ad un presente che, per quanto traballante, deve continuare a vedere il Bologna in Serie A. Nella squadra che sta preparando a ranghi ridotti la sfida di domenica prossima all'Udinese ci sono due giocatori che alcuni vedono già come casi problematici: Rolando Bianchi e Gianluca Curci. L'attaccante porta sulle spalle il fardello enorme dell'eredità di Gilardino e anche di Di Vaio ovvero due punte tra le più spietate mai circolate sotto le Due Torri che sono entrate nel cuore dei tifosi non solo con i gol. Sin dal giorno del suo arrivo in rossoblù si sono levate le prime voci di dissenso nei confronti di una scelta che sicuramente abbassa il livello assoluto dell'attacco di Pioli ma che in fin dei conti lo stesso tecnico ha avallato preferendo l'ex capitano del Torino anche al più blasonato Santa Cruz. Sul fatto che l'allenatore volesse confermare Gilardino e che la società abbia gestito malissimo la possibile permanenza di un giocatore che desiderava restare non ci sono dubbi, ma ormai la rosa è stata chiusa e diventa inutile scagliarsi in maniera preventiva contro Bianchi per la colpa presunta di aver preso il posto ad altri. Anche perchè guardandosi intorno si vedono squadre che in attacco si affidano a Floro Flores, Toni e Immobile: tutti nomi che ben pochi tifosi bolognesi vorrebbero avere nell'undici titolare. Fortunatamente il tecnico felsineo è riuscito almeno a cambiare all'ultimo le prospettive tattiche della sua squadra e ad ottenere una seconda punta come Cristaldo che possa aiutare il centravanti bergamasco a trovare spazi. Abbiamo già visto contro la Sampdoria quanto sia diverso il gioco di Bianchi affiancato da un compagno di reparto piuttosto che schierato da punta unica e ora non resta altro da fare se non sperare che arrivi presto il primo gol con cui sbloccare piedi e soprattutto testa del nuovo numero 9. Il secondo discorso analogo riguarda Gianluca Curci, portiere criticato già aspramente dodici mesi fa e poi protagonista di una stagione ai box a causa di una coscia che non ne voleva sapere di guarire del tutto lasciando il posto ad un sostituto non all'altezza. Qualche incertezza a Napoli e poi quell'errore madornale contro la Sampdoria ed ecco che le solite voci di dissenso sono tornate a farsi sentire anche sul suo conto. Bisogna però ricordare che Pioli in estate ha voluto la conferma di Curci fortemente quanto quella di GIlardino, convinto di poter ripetere anche con il portiere romano quell'operazione di rilancio già ammirata tante volte a Bologna. Per l'estremo difensore queste due settimane di sosta sono state sicuramente molto difficili perchè il modo migliore per reagire all'errore del Dall'Ara sarebbe stato tornare subito in campo, ma a maggior ragione si dovrà attendere il suo ritorno tra i pali a Udine con fiducia. Curci dovrà trovare ancora dentro si sè lo stimolo vivo e pulsante per reagire a quella papera con una grande gara contro Di Natale e compagni, conscio di avere anche la fiducia di tutti i suoi compagni. Uno di loro pochi giorni fa dichiarava: "Non possiamo colpevolizzare un portiere per un errore così come non si deve fare con un attaccante che sbaglia un gol". Era Rolando Bianchi. Lui e Curci insieme dovranno dare al più presto un segnale da veri protagonisti: intanto però nessuno deve smettere di dare loro il proprio supporto.
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