È appena terminata la presentazione dell’iniziativa Il Bologna torna a scuola quando Rolando Bianchi si mette a disposizione dei giornalisti presenti all’Oratorio dei Fiorentini. Innanzitutto fuga i dubbi sulla sua condizione fisica, dopo qualche giorno passato ad allenarsi a parte a seguito di un problema rimediato durante la gara contro la Sampdoria: “La settimana scorsa ho fatto un lavoro specifico e abbiamo risolto il problema, ora ripartiamo”. Tra una cosa e l’altra, però, non ha ancora avuto modo di allenarsi con il neo arrivato Cristaldo, che dovrebbe essere il suo compagno di reparto designato: “Mi hanno parlato bene di lui, e la mancanza di allenamenti insieme non mi spaventa: i giocatori con esperienza si trovano subito”. Con l’argentino, il compartimento offensivo del Bologna si fa più fitto: “Oltre a Cristaldo ci sono pure il Mosca, fondamentale anche a livello di gurppo, e Acquafresca. Robert – lo incoraggia Bianchi – è un ragazzo eccezionale, ha solo bisogno di tranquillità. Toccherà al mister decidere”. Un mister che, dopo un’estate passata a lavorare prevalentemente sul 4-2-3-1, ora sembra essersi convinto ad adottare un centrocampo a rombo con un trequartista alle spalle delle due punte: “Ma io mi trovo bene con tutti i moduli, non ho preferenze. Tanto – sorride – io devo fare gol comunque”. Un gol che, tuttavia, finora è mancato negli appuntamenti ufficiali: “Però ci sono sempre andato vicino, avrei potuto già essere a quota tre. L’importante è esserci – afferma fiducioso – e poi il gol arriva”. Domenica si va a Udine, una trasferta complicata contro un allenatore scomodo da affrontare: “Hanno un buon organico, non sarà una partita facile. Guidolin è un ottimo allenatore: le sue squadre sono sempre forti in difesa”. La giornata successiva, invece, al Dall’Ara arriverà il Torino: non sarà una partita come le altre per Bianchi: “Certo contro il Torino sarò parecchio emozionato, ma sarò anche concentrato per fare bene con la maglia del Bologna”. Fare bene. Ovvero, fare gol: “Non esultare quando si segna alla ex squadra per me è una presa in giro ai vecchi tifosi, ed è anche poco rispettoso verso quelli nuovi. Quindi – conclude – nel caso esulterò. Anche perché quando segno non ci capisco più molto”. La classifica ci dice che il Bologna ha fatto un punto in due partite, tuttavia Bianchi non è affatto preoccupato: “Io sono uno che vede sempre il bicchiere mezzo pieno: la squadra c’è, il gruppo c’è e l’allenatore è ottimo. È questo quello che conta”. Sul piano personale, Bianchi in questi due mesi a Bologna si è distinto per la correttezza e la disponibilità, due doti non facili da trovare nel mondo del calcio: “Devo ringraziare i miei genitori che mi hanno cresciuto con un’educazione rigida. Purtroppo nel calcio fa molta notizia il giocatore che si comporta da stupido, e questo non è un bene per i giovani: si dà un’idea sbagliata”. Il messaggio giusto nel contesto giusto.

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