Non risuona la musica incalzante dei film con protagonista l’agente segreto Ethan Hunt nella sala stampa di Casteldebole, ma quella che il Bologna andrà ad affrontare domani contro la Juventus è quasi una Mission Impossible, e ahinoi lo sappiamo. “Stimolante” è l’aggettivo che invece usa Davide Ballardini, presentatosi in sala stampa con gli occhiali da sole regolamentari: “In Italia sono i migliori sia come squadra sia come società. Per fermarli servirà una bella partita, e il Bologna è in grado di farla” afferma dimostrando fiducia nei suoi giocatori. Squadra e società di livello superiore alle altre, e in più uno stadio la cui l’atmosfera non si respira da nessun’altra parte in questo Paese: “Ti dà emozioni uniche” concorda il mister, emozioni che però l’anno scorso il suo Genoa riuscì a imbrigliare, pareggiandoci per uno a uno. Per lui resta una partita dal significato particolare, intimo: Bologna-Juventus, infatti, è stata la prima gara che a metà anni Settanta Ballardini vide dal vivo, al Dall’Ara, accompagnato dal padre gran tifoso rossoblù. L’allenatore è classe ’64, e alla nascita suo babbo dichiarò: “È nato lui, il Bologna ha vinto lo Scudetto: ora posso anche morire” (è ancora vivo ndr). Il mister invece si indirizzò verso simpatie zebrate, ‘rinsavendo’ dopo i fatti di Calciopoli: “Fu un periodo molto buio, il calcio è un’altra cosa”. Quello che pratica la Juventus oggi, ad esempio: “Hanno un gioco bello e pragmatico. E l’Europa League della settimana dopo non conta, perché hanno dimostrato di fare bene sempre: sono bravi per questo”.

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La ricetta per provare a fermarli è semplice, riuscire ad applicarla sarà chiaramente un discorso diverso: “Non dovremo fare una gara in un senso solo, bensì essere attenti e forti in difesa cercando anche di giocare il nostro calcio”. Conti non ne fa, Ballardini, nemmeno sui quattro diffidati Garics, Cherubin, Pazienza e Lazaros: “Niente calcoli, a Torino ci presenteremo con la formazione migliore”. Formazione nella quale mancherà certamente Krhin (“Ha ripreso a correre, ma le sue sensazioni sono a volte positive a volte meno”) e molto probabilmente Panagiotis Kone: “Ieri ha accusato un fastidio alla cicatrice del suo infortunio, vedremo durante l’allenamento di oggi”. E non si è allenato col gruppo, il greco, quindi il mister dovrà studiare un piano B: “O un’altra punta con Cristaldo più arretrato oppure un trequartista dietro l'argentino”. In quel ruolo, possiamo starne certi, da qui alla fine non vedremo mai l’altro ellenico Christodoulopoulos, e il perché ce lo spiega proprio Ballardini: “Le caratteristiche le avrebbe ma lui non gradisce muoversi in quella posizione, gli piace partire da più indietro per avere una porzione di campo maggiore da sfruttare”.

Domani il Bologna affronterà la Juventus sapendo già il risultato delle dirette concorrenti per la salvezza, soprattutto della cruciale sfida del Bentegodi tra Chievo e Sassuolo. Un fattore a cui però il tecnico non dà peso: “Non mi sono posto il pensiero, penso non cambi nulla”. Tra l’altro sette giorni dopo accadrà il contrario, poiché i rossoblù sfideranno la Fiorentina nell’anticipo delle diciotto. Dunque appuntamento per domani alle ore diciotto e trenta allo Juventus Stadium. I punti di distacco sono cinquantanove, e viene da chiedersi se si tratti dello stesso sport: “Assolutamente sì” taglia corto Ballardini. Domani vedremo se ha davvero ragione.

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