Con la collaborazione di Luca Lollini

L’Associazione Sportiva Avellino 1912 è nata nel 2009, quando l’U.S. Avellino, poi fallita nel 2010, aveva mancato l’iscrizione alla Lega Pro. Curiosità: il tentativo della nuova società, guidata tuttora da Walter Taccone, di acquistarne logo e denominazione non è andato a buon fine, poiché ad accaparrarseli all’asta fallimentare è stato lo storico ultrà Mario Dell’Anno. Ripartito dalla Serie D, l’Avellino ha riconquistato la serie cadetta nel 2013, e l’anno scorso si è classificato all’undicesimo posto.

ALLENATORE – Massimo Rastelli (1968) è alla terza stagione alla guida dell’Avellino, col quale ha prima conquistato la promozione in Serie B e poi sfiorato la qualificazione ai playoff nello scorso campionato. Prima di arrivare in Irpinia, al suo esordio su una panchina aveva portato la Juve Stabia dalla Seconda alla Prima Divisione, per poi allenare Brindisi e Portogruaro nelle due stagioni successive. Nel campionato in corso, dopo un’ottima partenza l’Avellino ha frenato ed è attualmente all’ottavo posto, due lunghezze dietro il Bologna, a secco di vittorie dall’8 novembre.

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MODULO – È il 3-5-2 il modulo consolidato dell’Avellino di Rastelli, confermato con ogni probabilità anche domani nonostante le numerose assenze da fronteggiare.

PORTA – Il primo dubbio per il tecnico biancoverde riguarda già il portiere, poiché Alfred Gomis (1993) è stato sostituito nel finale di primo tempo contro il Pescara a causa di una botta al bacino, e sta sostenendo un lavoro differenziato. Sarebbe certamente un’assenza pesante, dal momento che il portiere, sin qui sempre presente, è una delle ragioni dei pochi gol subiti dagli avellinesi (quarta difesa del campionato). Anche il secondo, Pierluigi Frattali (1985), negli ultimi anni secondo portiere a Frosinone, Vicenza e Verona, e reduce da una stagione a Cosenza, non si è allenato al meglio a causa dell’influenza, ma dovrebbe comunque farcela per domani. Eventualmente alle sue spalle è pronto a fare il suo esordio in campionato Andrea Bavena (1990), cresciuto nelle giovanili dell’Inter.

DIFESA – Squalificato Rodrigo Ely (1993), italo-brasiliano già finito sotto i riflettori, Rastelli ha a disposizione quattro uomini per tre posti. Jherson Vergara (1994) è un centrale colombiano arrivato in prestito dal Milan; giovane di belle speranze come Ely, Vergara è al suo primo campionato da professionista ed è già andato a segno in un’occasione, a Latina, decretando la vittoria dei suoi per due reti a una. Alto un metro e novanta, dovrà essere tenuto d’occhio sui calci piazzati, tallone d’Achille dei rossoblù sabato scorso. Marco Chiosa (1993) è uno dei punti fermi della formazione di Rastelli, e nonostante la giovane età è già alla terza stagione da titolare consecutiva: l’anno scorso, infatti, ha disputato un campionato di livello col Bari, mentre l’anno prima si era distinto a Nocera Inferiore. Di proprietà del Torino, queste buone prestazioni gli sono valse varie convocazioni in Under 20 e una anche in Under 21. Fabio Pisacane (1986) è un centrale difensivo che all’occorrenza può muoversi anche sulla fascia destra, e dove si posizionerà venerdì sera non è ancora dato saperlo: l’assenza di Bittante, infatti, potrebbe portare Rastelli a spostare Pisacane sull’out di centrocampo. Il giocatore napoletano, al secondo anno all’Avellino, è uomo di grinta e anche di morale: nel 2011, infatti, ha rifiutato i 50.000 euro offertigli dal d.s. del Ravenna per combinare una gara, ricevendo per questo motivo il titolo di ambasciatore da parte della FIFA. Se Pisacane occuperà il ruolo di esterno nel centrocampo a cinque, il terzo centrale sarà allora Alessandro Fabbro (1981), titolare fisso dell’Avellino nelle passate due stagioni ma relegato a un ruolo di comprimario nel campionato in corso.

CENTROCAMPO – Nella linea mediana degli irpini, orfana di Eros Schiavon e di capitan Angelo D’Angelo (squalificati per raggiunto limite di ammonizioni), troverà spazio l’ivoriano Moussa Saib Koné (1990), vera e propria colonna del centrocampo di Rastelli, in cui si distingue per prestanza fisica e versatilità: il giocatore di proprietà dell’Atalanta (squadra con cui Koné ha fatto il proprio esordio in Serie A nella passata stagione), pur essendo ancora a secco in questa stagione, può essere prezioso anche sottoporta; una caratteristica questa che potrebbe essere figlia – almeno in parte – dell’aver trascorso le prime due stagioni da professionista al Foggia e al Pescara, squadre allenate in quelle stagioni da un certo Zdenek Zeman. A fianco di Koné, le cui prestazioni degli ultimi tempi sono tutt’altro che convincenti, dovrebbe essere sicuro del posto Mariano Arini (1987), all’Avellino da quasi due anni e di fatto sempre presente nella stagione scorsa, fatta eccezione proprio per la scorsa giornata. Per l’ultimo posto nel cuore del centrocampo dei lupi irpini, Rastelli dovrà scegliere uno tra il Angeli, Regoli e l’ungherese Attila Filkor (1988). Il belga Arnor Angeli (1991) è stato ingaggiato a parametro zero quest’estate, dopo che il Mons di Vincenzino Scifo aveva deciso di non rinnovargli il contratto. Mancino naturale, fisico possente, Angeli è un centrocampista prettamente offensivo, potenzialmente pericoloso anche su palla inattiva; dopo un convincente avvio di carriera, con all’attivo anche una presenza in Champions League con la maglia dello Standard Liegi, un brutto infortunio al ginocchio (rottura del crociato anteriore) gli ha tarpato le ali, impedendogli di esprimersi ai livelli delle prime apparizioni. Paolo Regoli (1991) è fermo a causa di un guaio muscolare dall’ultima vittoria dell’Avellino, quella di Modena, ma questa settimana ha ripreso ad allenarsi in gruppo: difficile che Rastelli impieghi dal primo minuto questa sorta di amuleto: in questo campionato, gli irpini non hanno mai perso con lui in campo. Antonio Zito (1986), ex di Juve Stabia e Ternana da quest’anno in Irpinia, è il titolare della fascia sinistra, ma Rastelli potrebbe decidere di ripiegare su di lui per il ruolo di mezzala sinistra. Sul fronte opposto, stante l'indisponibilità di Luca Bittante (1993), potrebbe essere impiegato come a Pescara Pisacane, come già suggerito nell’analisi della difesa. L’alternativa, in questo caso, è rappresentata dal giovane Simone Petricciuolo (1995), che però non deve aver convinto del tutto Rastelli, vista la scelta di puntare su Pisacane nell’ultima partita di campionato.

ATTACCO – Il bomber dei lupi biancoverdi è senza ombra di dubbio Luigi Castaldo (1982), a segno già 10 volte in questo campionato ma a secco dall vittoriosa trasferta di Modena, in cui fu protagonista con una doppietta. Non può essere un caso se quel successo rimane l’ultima affermazione dell’Avellino, a secco di vittorie da cinque giornate, le stesse in cui il proprio centravanti non è più riuscito a lasciare il segno, sbagliando pure un rigore nei minuti finali della partita contro il Crotone. Nato a Giugliano in Campania, Castaldo ha sempre militato in formazioni della propria regione, eccezion fatta per una brevissima parentesi con la maglia dell’Ancona ad inizio carriera; una scelta quella di non allontanarsi troppo da casa, testimoniata dal rifiuto di vestire la maglia del Siena, che lo aveva acquistato nell’estate del 2009: troppo pesante la responsabilità di giocare su palcoscenici prestigiosi come quelli della Serie A, troppo diversa l’aria toscana da quella di casa. Prima punta vecchia maniera, capace di colpire all’improvviso dopo lunghi momenti di nulla, Castaldo veste la maglia dall’Avellino dal 2012 e con la maglia degli irpini vanta 39 reti all’attivo, di cui 14 nel campionato della promozione in Serie B e 21 nella stagione e mezzo in cadetteria. La coppia d’attacco biancoverde è completata da Gianmario Comi (1992), attaccante di scuola Torino e Milan, arrivato quest’estate in Irpinia con il difficile compito di sostituire Galabinov. 4 (più una in Coppa Italia) le reti messe a segno fin qui da Comi, giunto oramai alla terza stagione (con quattro maglie diverse) in cadetteria, dopo le esperienze a Reggio Calabria, Novara e Lanciano. La più importante alternativa alla coppia titolare è rappresentata da Andrea Arrighini (1990), prelevato nell’ultima sessione di mercato dal Pontedera, con la cui maglia si era messo in mostra nella scorsa stagione, mettendo a segno 15 reti nel Girone B della Lega Pro – Prima Divsione. Un piccolo spazio potrebbe ritagliarselo anche il giovane prospetto belga Mohamed Soumaré (1996), seconda punta rapida e imprevedibile prelevata in estate dall’Anderlecht.

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