di Manuel Minguzzi
Nella giornata di ieri la discussione si è infiammata, tra chi non reputa attendibile il test contro lo Zocca da chi invece ha provato a ricavare determinate indicazioni dalla prima amichevole a tinte rossoblù. E’ ovvio, non si può basare l’intero giudizio su quello che sarà da una partita a ritmi bassi e con un avversario tutt’altro che battagliero (soprattutto nella ripresa) ma credo che le linee guida della gestione Fusco e Lopez siano ormai nitide. Tutto quello che è stato costruito fino ad ora ha un senso, ha una logica e un’idea dietro da cui provare a far ripartire questo Bologna, tra l’altro l’impronta tattica che si stava portando avanti con Zdenek Zeman è stata adottata anche da Diego Lopez che continua a lavorare sull’attacco a tre punte. Insomma, le fondamenta hanno un costrutto e a differenza degli altri anni una parvenza di progetto tecnico c’è. Se sarà sufficiente a portare i risultati che noi tutti speriamo non si sa, ma al netto della presenza di Albano Guaraldi possiamo dire che finalmente si è in possesso di un uomo mercato capace di svolgere il suo lavoro. Un lavoro che ora dovrà essere completato con le ultime tre pedine, che sommate alla buona ossatura della rosa potrebbero stuzzicare l’appetito dei tifosi. Manca un altro difensore centrale e due uomini di attacco. La priorità è chiaramente fornire a Lopez al più presto la punta titolare, quella da doppia cifra e in cui possono riconoscersi i tifosi, il trascinatore, il bomber alla Marazzina quando il Bfc tornò in A dopo Calciopoli. Non basta, manca anche un altra punta esterna perché al momento con i galloni della titolarità c’è solo Troianiello, gli altri non possono partire nell’undici perché potrebbe essere un azzardo. Yaisien deve ancora affinare alcune cose (ed è sul mercato) Giannone ha poca esperienza in B mentre Pasi deve ancora dimostrare tutto. Tutti gli altri sono in lista partenti, a partire da quell’Acquafresca apparso svogliato e non in grado di bollare nemmeno contro lo Zocca. Ecco, se arrivassero quelle tre pedine, se si completasse una rosa nata da un’idea di gioco precisa, bè allora, senza farci prendere troppo da facili entusiasmi, si potrebbe davvero sognare qualcosa di grande. Sognare, sia chiaro, non costa nulla.
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