Ormai mancano poco più di ventiquattro ore al calcio d’inizio di questo campionato, anche se forse il bailamme creatosi per l’improvvida cessione di Taider l’ha fatto passare un po’ in secondo piano. E con il via alle porte, tra le intenzioni societarie di alzare l’asticella e i sacrosanti dubbi dei tifosi, torna alla mente un dato statistico che ha del preoccupante. Bologna e Chievo Verona hanno disputato assieme otto campionati di Serie A: in sette i clivensi sono arrivati davanti ai rossoblù. Come intermezzo a queste stagioni nella massima serie, un campionato di Serie B dominato dalle due squadre, e culminato con la scontata promozione di entrambe. Comunque, alla fine Chievo primo e Bologna secondo. L’unica volta in cui il Bologna è arrivato davanti è stata la stagione 2011/2012, quella dei fantastici cinquantuno punti, nella quale in ogni caso il Chievo arrivò subito dietro, a quota quarantanove. A onor del vero, dal ritorno in Serie A in poi il vantaggio finale dei clivensi sul Bologna è sempre stato esiguo, tuttavia ciò che conta è la sua inesorabile costanza.
Utilizzando una chiave di lettura meno drastica, queste ultime stagioni delle due squadre si potrebbero definire equivalenti proprio in virtù dello scarso distacco nella classifica finale. E, in più, ci si potrebbe ricordare delle scoppiettanti partite disputate al Bentegodi, che finivano in pareggi talmente scontati da far fissare quote ridicole ai bookmaker: dimostrazione di una non belligeranza evidente tra le due società. Eppure. Eppure perché loro arrivano sempre davanti?
Le spiegazioni possono essere varie, anche se la maggiore continuità di staff e organico è probabilmente quella preponderante. Per fare un esempio, i giocatori più longevi di questo Bologna hanno appena iniziato solamente la loro quarta stagione in rossoblù, mentre uomini come Frey, Sardo, Rigoni e Pellissier compongono ormai da sei campionati o più l’ossatura del Chievo. Quest’anno Stefano Pioli (un ex) ha provato a far invertire la rotta, e infatti buona parte della squadra è rimasta la stessa della stagione scorsa. Tuttavia la perdita di un giocatore come Taider, il padrone designato del centrocampo rossoblù, non può che sparigliare le carte in tavola.
E il Chievo invece come si è mosso? Ingaggiato un allenatore interessante come Sannino, perso Andreolli in difesa, rinnovato il centrocampo con gli arrivi di Sestu e del giovane Improta, attacco confermato in blocco. Niente di eccezionale, certo, ma il peso specifico delle loro partenze non è comparabile a quello delle cessioni rossoblù.
Bisogna quindi concludere che, per l’ennesima volta, i gialloblù finiranno davanti al Bologna? Lo deciderà il campo e nessun’altro. Tuttavia, e questo lo si può dire, la squadra che al momento esce più indebolita dal mercato è quella rossoblù. E se loro sono arrivati davanti l’anno scorso…
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