Calciatore dalle potenzialità importanti, che con un tecnico bravo ed esigente come Pioli potrà crescere molto” è con queste parole che Polenta, nella saletta stampa di Casteldebole, presenta Denis Alibec attaccante classe ’91 arrivato in prestito con diritto di riscatto sulla metà dall’Inter. Denis sarà il secondo calciatore rumeno della storia ultracentenaria a vestirsi di rossoblù. Il primo era stato Nastase difensore arrivato nell’anno dell’ultima sciagurata retrocessione. La speranza è che il nuovo innesto porti più fortuna e che faccia dimenticare in fretta il malinteso che non l’ha reso certamente simpatico alla piazza: “Non è vero che ho detto che avrei voluto un club più importante. E’ stata una frase scritta in Romania e mal riportata in Italia”. Non si sa se questa sia una smentita di convenienza o no però il giovane calciatore sembra avere voglia e spirito di immergersi in questa nuova avventura: “Voglio giocare bene, aiutare la squadra e accontentare il mister seguendo le sue direttive. Posso giocare in tutte le posizione d’attacco. Nell’ultimo anno ho giocato come punta centrale, ma negli anni precedenti avevo occupato anche la posizione di attaccante esterno. Il mio piede è il sinistro”. Da mettere dunque alle spalle il passato e alcune stagioni poco positive: “In Belgio non mi sono trovato per niente bene, né con l’allenatore né con i compagni. Ero uno dei pochi giovani e non parlavo la lingua, così ho avuto grandissime difficoltà ad ambientarmi. All’Inter invece mi trovavo bene ed è stato molto bello allenarsi nella squadra di Mourinho, però sono arrivato troppo presto in un club molto grande e mi ero montato la testa. La serie A è il massimo per ogni giocatore rumeno, e io mi sentivo già arrivato”. Suo compagno nell’Inter di allora era anche Rene Krhin: “Negli anni in neroazzurro vivevo ad Interello e ho avuto modo di legare con il rumeno Chivu e con i giovani Santon, Balotelli, Krhin”. Quest’ultimo sarà dunque di nuovo suo compagno di squadra: “Rene mi ha detto che qui troverò un bel gruppo, una bella città ed un mister molto esigente”. A Bologna dovrebbe trovare, mercato permettendo, anche altri giovani validi come Taider e Sorensen che sicuramente lo aiuteranno molto, e potrà allo stesso tempo ricevere insegnamenti dai giocatori più esperti come Rolando Bianchi: “Bianchi, l’ho visto allenarsi ieri, è un giocatore con esperienza dal quale posso imparare tanto”. Oltretutto il nome del suo idolo è un anagramma del nome di Bianchi: “Ronaldo è il mio idolo, mi piaceva molto come calciatore”. La passione per il calcio è stata ereditata dai parenti: ”Sia papà che nonno giocavano a calcio, il primo attaccante come me il secondo invece portiere. Loro però hanno smesso presto”. Il ragazzo vivrà con la mamma Emilia, predestinata a vivere qua, in Meridiana. E’ dunque tutto pronto per la nuova stagione non resta che scegliere il numero: “Vediamo che numero è libero. Spesso ho giocato con il 9”. Un elemento dal carattere molto forte, che spetterà a Pioli gestire al meglio, ma allo stesso tempo voglioso di non ripetere gli errori passati e di mettere in mostra le sue qualità, finora espresse solo a tratti.

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