Il Bologna che domani sarà di scena a Torino pare ormai definito, 3-5-1-1 con Friberg favorito su Perez, proprio come nel match pareggiato con il Parma. Fermo restando che andare a prendere punti a Torino è una missione difficile, soprattutto vista la rosa ben fornita della Juventus, il Bologna dovrà fare la sua gara con serenità ma al contempo con grande concentrazione. Basta poco infatti per venire puniti dai colpi di uno dei campioni bianconeri i quali, nonostante le assenze di Vidal infortunato e Bonucci e Lichsteiner squalificati, può comunque contare su sostituti degni e che al Bologna hanno fatto parecchio male in passato, vedi Marchisio. Che tipo di gara dovrà fare il gruppo di Ballardini per rosicchiare qualcosa alla Vecchia Signora?
COSA FARE – Primo: giocarsi le proprie carte. La partita è in calendario, quindi va giocata. Dal momento che è così tanto vale provare a fare la propria gara, coi propri pregi e i propri difetti. La Juve attaccherà e il Bologna dovrà sfruttare ogni minima distrazione per colpirla al cuore con cinismo. Bisognerà far vedere che si è andati a Torino per qualcosa perché in effetti è proprio così: c’è in ballo una cosa chiamata ‘salvezza’. Secondo: contropiede. Lo sanno anche i sassi ormai, il Bologna fatica a far gioco e si trova meglio a ripartire. Lo si è visto quasi in ogni occasione con le ‘grandi’ e non è più un mistero. Quindi, ancora una volta, il Bologna si trova davanti l’occasione di usare questa carta facendone un’arma letale. Terzo, tirare in porta. Sarà difficile arrivare alla conclusione perché la Juve non concederà granché ma non potrà sigillare la propria metà campo. Ciò detto, bisogna che il centrocampo metta in condizione i suoi specialisti di armare il tiro di Kone e Lazaros che hanno dimostrato di saper essere più pericolosi degli altri. Quarto: stare sereni. Non sarà facile, l’ambiente sarà in fibrillazione e la Juve ha la Roma alle calcagna. E chi ha detto che questo debba essere un problema del Bologna? Tutt’altro. I bianconeri hanno l’obbligo di vincere per tenere lontani i capitolini e avranno enorme fretta di segnare, mentre il Bologna no. I rossoblù potranno rivoltare questa situazione a loro piacimento, giocando coi nervi degli avversari, condannati a tenere alto il ritmo.
COSA NON FARE – Primo: vietato chiudersi. Se la Juve aggredisce e le si da modo di infierire arroccandosi sulle proprie retrovie, la supremazia di palleggio dei bianconeri verrà fuori e farà centro. Perché un conto è indietreggiare e temporeggiare, un altro è correre in difesa e starsene lì ad attendere il bombardamento: quanto si può reggere? Una, due, forse tre volte, poi il muro cade. Servirà una partita gagliarda e concentrata in ogni zona del campo, preferibilmente in difesa, quel reparto che a tre funziona meglio che a quattro. Secondo: imbrigliare Pirlo. Il Bologna non può fare la solita mossa di cui si parla (spesso a sproposito) di bloccare il cervello bianconero. O meglio, puoi mettergli alle calcagna un uomo che lo segua in ogni sua mossa, ma non puoi fargli la partita intorno. Perché? È presto detto. Focalizzare l’attenzione su un solo giocatore sarebbe sbagliatissimo per una squadra nelle condizioni del Bologna che deve badare all’avversario nell’insieme e non nel singolo, per quanto forte. Non è roba da Ballardini, niente paura. Terzo, evitare di giocare. Tutte le partite partono zero a zero e undici contro undici e per questo non bisogna mai partire vinti ed essere remissivi o peggio ancora impauriti. Si gioca a calcio, niente è impossibile, le imprese esistono. Giocare con la paura che qualcuno si faccia male o prenda un giallo scomodo sarebbe in primis irrispettoso verso i tifosi, in secondo luogo vorrebbe dire arrendersi immediatamente senza nemmeno provarci, preservando gli uomini per impegni ‘meno difficili’. Come dice giustamente Ballardini “i punti sono ovunque”, quindi anche a Torino e ogni gara del Bologna, di qui alla fine sarà difficile. Non bisogna fare conti ma bisogna dare battaglia a tutti, Juve compresa.
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