“È arrivato il momento di dire certe cose”. Esordisce così Piero Montaquila, rappresentante di un gruppo di imprenditori interessato al Bologna, capitanato dal commercialista ed ex sindaco di Como Stefano Bruni e comprendente altri tre elementi. Un gruppo che si occupa di finanza, e il cui interesse è serio, concreto, tanto che i soldi sono già in un istituto di credito bolognese pronti a essere versati nelle casse societarie: “Abbiamo circa quindici milioni pronti, tra garanzie e soldi freschi, per effettuare l’aumento di capitale”. Ma allora perché non lo fanno? Perché non si muovono in silenzio e annunciano tutto ad affare concluso? Semplice: perché dall’altra parte non hanno trovato delle porte così aperte. E qui inizia la genesi di questo interessamento, un percorso a ostacoli, partito con un sms a Guaraldi che ha dirottato la questione all’avvocato Grassani: “Ma la richiesta iniziale è stata eccessiva: una buonuscita di dieci milioni di euro e una garanzia di cinque milioni solo per vedere i libri contabili”. Libri contabili che poi il gruppo riesce a guardare, venendo così a conoscenza della cifra necessaria all’aumento e dei ventitre milioni di debiti rateizzati dalla società. Il gruppo riceve una proposta da un socio di minoranza del Bologna, disposto a cedere le sue quote in modo da permettere agli interessati di poter effettuare un aumento di capitale dall’interno il 18 luglio, data del CdA. “Ma noi non volevamo fare le scarpe a Guaraldi. Così ci è venuta l’idea di dare noi i soldi a Guaraldi per permettergli di fare l’aumento di capitale, per poi cederci le quote: gli volevamo far fare bella figura davanti ai tifosi”. La proposta, inviata via mail il 15 luglio, non riceve risposta. A questo punto Bruni si muove per raccogliere i soldi necessari e trasferirli in una banca qui a Bologna, per rendere poi il versamento più semplice, e una volta raccolti contatta il presidente rossoblù. Guaraldi però è in vacanza in Sardegna e rimanda tutto al suo ritorno, il 25 agosto, e così il gruppo ora è in attesa di quella data. Ma l’aumento di capitale non era aperto a tutti? “No. Intanto prima bisogna mettere i 485mila euro che Guaraldi deve ancora versare dall’ultimo aumento di capitale, altrimenti non si può andare avanti, ma noi saremmo disposti a versarli. Poi Guaraldi ha la facoltà di scegliere a chi cedere, anche se questo offrisse meno di un altro”. Possibilità di scelta che però, al momento, pare non esserci. “La sensazione è che non voglia vendere, per questo abbiamo deciso di parlare”. Bruni però resta fiducioso: “Mi ha detto che il 29 agosto saremo in tribuna a Perugia da proprietari del Bologna – racconta Montaquila – pronti a riportare il Bologna in Serie A, dove merita di stare”.
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