Da Mirante alle grappe, da Donadoni a Di Francesco, ecco il meglio e il peggio di Udinese-Bologna
I MIGLIORIANTONIO MIRANTE - Il portierone (da Nazionale) è tornato. Baluardo estremo di una partita in trincea, trafitto solo da una prodezza più unica che rara. Un grazie grande così a Da Costa, ma questa è la gerarchia.
LADISLAV KREJCI - Dice "Ma chi me lo fa fare? Metto al centro un pallone da buttare dentro con un soffio e me lo sbagliano; presidio la mia fascia di attacco e l'allenatore mi sostituisce. Vuoi vedere che non ci capiamo più?
LE GRAPPE FRIULANE - Nell'assurda notturna invernale della Dacia Arena devono essere scorse a fiumi, unica difesa efficace contro il freddo. E so di cosa parlo perché in un lontano Udinese-Bologna 2-0 (doppietta del "Pampa" Sosa) mi si congelarono le ossa e il freno a mano della mia auto. Tornare a casa in piena notte fu molto problematico, oltre che triste.
I PEGGIORILE DUE SQUADRE - Che brutta partita. Per lunghi tratti il trionfo dell'espressione bolognese "Azidànt a ciapèri".
MATTIA DESTRO - Tutti speravano che il test di Coppa Italia lo avesse riavvicinato alla forma migliore. Ci sbagliavamo.
ROBERTO DONADONI - L'ho sempre portato in palmo di mano ma da un po' di tempo mi disorienta. Perché fuori Nagy? Perché tanta fiducia a Pulgar, in difficoltà al punto di farsi espellere per frustrazione? Torosidis è meglio di Krafth? Perché invocare cattiveria agonistica e poi presentare una squadra timida e frenata anziché emula di Sandokan col coltello fra i denti? Dice "era proprio così che l'avevamo preparata". Credevo che per vincere le partite si trasmettesse ben altra determinazione.
FEDERICO DI FRANCESCO - Per carità, non è un difensore; ma nell'azione decisiva, a un attimo dalla fine, lasciar crossare Widmer così facilmente, senza opposizione, è stato come avere segnato un autogol. Ed era il 93esimo; bastava pensare che era l'ultima azione di una battaglia tutto sommato non persa. La prossima volta tentare almeno il contrasto, please
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