di Alessandro Mazzacurati

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Palladino con le punte ci sa fare

Le fortune della squadra non possono essere raggiunte però, se agli interpreti già citati non si aggiungono anche i centravanti, ed in particolare uno, ad oggi ancora in fase semi dormiente, e che completerebbe perfettamente il tridente citato in precedenza, ovvero
Artem Dovbyk. L'ex Roma, che ha avuto a che fare con non pochi problemi fisici in questo inizio di stagione, sembra ora essere pronto a mandare più di qualche segnale. Il primo di questi è stato quello di rifiutare la chiamata dell'Ucraina, esprimendo apertamente la volontà di prendersi la maglia da titolare tanto agognata. Lo squillo
mostrato con il Sassuolo non è abbastanza, e anche lo stesso Palladino sembra saperlo. Quest'ultimo vuole infatti costruire una macchina perfetta attorno ad i suoi "bomber", e sicuramente anche il passato ci insegna come sappia farlo in maniera più che decorosa.
Con l'Atalanta l'alternanza delle punte, Scamacca e Krstovic, fu produttiva. E inoltre, la parabola sportiva di Dovbyk, sembra andare di pari passo con quella di un Kean, che arrivato a Firenze nell'estate del 2024, dopo una stagione senza muovere la casella dei goal, sotto le sapienti mani del nativo di Napoli ha saputo aprire le difese in due.
Insomma, Palladino con le prime punte ci sa fare, e il suo ruolo in tal
senso sarà fondamentale per una stagione iniziata in salita.

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