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LIVE – Conferenza di presentazione di Domenico Tedesco

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La conferenza di Domenico Tedesco
Manuel Minguzzi
Manuel Minguzzi Caporedattore 

E' arrivato il giorno delle prime parole ufficiali di Domenico Tedesco come nuovo allenatore del Bologna. La dirigenza ha scelto lui per mantenere alto il livello di ambizione e provare a tornare in Europa dopo i bienni con Thiago Motta e Vincenzo Italiano. Di seguito la diretta testuale della conferenza tenutasi al Selenella Hospitality dello stadio Dall'Ara.

Prende parola l'amministratore delegato Claudio Fenucci: "E' un momento importante per noi. Per prima cosa ringraziamo mister Italiano per quello che ha dato, per le emozioni vissute insieme e anche per il rapporto personale che si è creato. Auguro a lui un grosso in bocca al lupo in Turchia. Oggi presentiamo Tedesco, lo conosciamo da tempo, i primi contatti con lui risalgono a due anni fa, ma al tempo allenava la nazionale belga e non era disponibile. I contatti con Sartori si sono mantenuti e quando ci siamo resi conto di non poter proseguire con Italiano lo abbiamo ricontattato e ci ha fatto subito una grande impressione. Ha mostrato una grande conoscenza della squadra. Lui ha un curriculum importante a livello internazionale e si è dovuto affermare perché non è stato un calciatore di alto livello e questo è un ulteriore merito. Oggi cerchiamo di aprire un ciclo lungo pieno di soddisfazioni sportive ma anche con un rapporto umano importante".


Le prime parole di Tedesco: "Sono felice e orgoglioso di aver ricevuto questo incarico. Ringrazio il presidente e i direttori per questa fiducia. Sono qui da pochi giorni e ho ricevuto tanti segnali positivi, anche dai tifosi. Sento un feeling positivo e sono qui per ripagare questo affetto e questa fiducia".

Lei è arrivato in una bella città che la amerà molto. Qual è il suo sogno e il suo obiettivo?

"Questo è un club importante con una storia importante. Gli ultimi anni hanno dimostrato l'ambizione del Bologna, si è giocato la Champions, si è vinta la Coppa Italia. Credo nella gente che lavora qui, credo nei giocatori, la mia è una scelta pro attiva. Il sistema di gioco? Si vedrà strada facendo. La squadra è stata costruita a quattro, poi davanti si vedrà, ma non è la cosa più importante. Contano i principi di gioco, l'intensità e l'identità della squadra. Mi piace un gioco propositivo e fluido, con giocatori coraggiosi".

Sostituisce Vincenzo Italiano, per lei è uno stimolo?

"Faccio i complimenti sia a lui sia a Motta. Hanno lasciato risultati importanti e crescita dei giocatori. Hanno fatto un grande lavoro. E' una motivazione continuare questo percorso. Abbiamo una rosa importante e competitiva".

Quanto ha guardato il Bologna?

"Il Bologna mi è rimasto nei pensieri in questi due anni, le chiacchierate fatte sono state positive e oneste. A volte per convincere gli allenatori non si dice sempre la verità, invece qui ho trovato una onestà incredibile. Ho trovato idee e obiettivi chiari. Il Bologna è rimasto nei miei pensieri".

Nella sua idea c'è l'intenzione di costruire qualcosa di grande?

"Nel calcio non c'è tempo, bisogna giocare bene e vincere. Magari in qualche club c'è più tempo ma io sono qui per vincere, lavoriamo ogni giorno per competere ad alti livelli e vogliamo sempre vincere anche se non è sempre possibile. Non mi nascondo, adesso abbiamo tante settimane a disposizione. Il messaggio che voglio lanciare è 'divertiamoci'".

Uno dei simboli della squadra è Riccardo Orsolini, ha parlato con lui?

"Non ci siamo ancora sentiti, l'unico con cui ho parlato è Lorenzo De Silvestri. Credo che l'idea del club, e io ne faccio parte, è di creare con Orsolini una bandiera del Bologna. L'idea è molto chiara".

Ci sono punti inderogabili nel suo metodo?

"Il gruppo è fondamentale. I giocatori devono arrivare al centro sportivo con entusiasmo, questa è la base per lavorare. Quello che ho percepito in questi giorni è un gruppo positivo e motivato. Abbiamo una buona base"

Se ti chiamasse Freuler cosa gli diresti?

"Gli farei i complimenti per la sua carriera e poi non lo so. Magari gli chiederei del mondiale...Molto probabilmente parleremo anche di Bologna".

Cosa chiedi inderogabilmente in allenamento?

La concentrazione e l'intensità, a volte possiamo fare battute e scherzare, ma ci tengo che l'intensità sia massima".

Hai parlato di base importante, la città spera di tornare in Europa. Ci credi?

"Un po' presto parlare di Europa, è importante vedere la crescita. Non ci pensiamo. Se pensi al finale rischi di perdere qualche passo nel percorso".

All'estero è vero che gli allenatori sono più manager rispetto alla Serie A?

"In nazionale sicuramente siamo più manager, il lavoro non è un da allenatore vero e proprio. Lavori con la squadra pochi giorni e poi la rivedi dopo tre mesi. Sei più selezionatore e manager, guardi le partite, fai scouting. Per me è sempre stato importante prendere decisioni insieme, soprattuto se si lavora con persone di grande qualità come qui al Bologna".

Pensi a Ferguson più vicino alla porta?

"Un conto è vedere un giocatore in video, un altro è lavorare sul campo e conoscerne il carattere. Noi possiamo avere delle idee ma non è la playstation. Hai a che fare con un essere umano che ha i suoi sentimenti e prima di prendere decisioni bisogna sempre capire le sue idee. Cerco di ascoltare tutti e prendere una decisione. Lui sa giocare in più ruolo, è un giocatore flessibile"

Che idea ha di Raimondo?

"Ho visto le sue partite al Frosinone, ha contribuito alla promozione del Frosinone. Lo vedo un giovane interessante. Vorrei conoscerlo e dargli una opportunità in fase di preparazione".

A livello numerico che idea ha sulla rosa?

"A me piacciono rose snelle se c'è l'opportunità visto che non giochiamo l'Europa. Così i giocatori hanno veramente l'opportunità di giocare, poi più calciatori hai e più sono scontenti e insoddisfatti perché rischiano di giocare meno. Tutti vogliono giocare. Il classico è avere due alternative per ruolo più i portieri".

Cosa mi ha detto il club in onestà?

"Ho incontrato Sartori due anni fa e mi disse esattamente chi avrebbe lasciato la squadra. E' stato molto onesto. Ho subito avuto un ottimo feeling. Per quest'anno non abbiamo ancora la parlato".

Lei è un allenatore integrale?

"Sono amante del calcio, lavoro nel settore che amo. Dedico tante ore al calcio. Spero di riuscire anche a staccare e questa meravigliosa città me ne darà una opportunità. A Istanbul c'era tanta distanza tra il centro sportivo e la città, qui si può fare meglio e vogliamo goderci e vivere Bologna".

Jens Odgaard è un giocatore duttile?

"Si, può essere utilizzato in più ruoli. Però bisogna conoscerlo. Vediamo più avanti".

E' contento di essere arrivato nella città di Lucio Dalla?

"Sono contento di aver parlato di lui tempo fa alla Gazzetta, quando ancora non ero allenatore del Bologna. Lo amo molto, non vedo l'ora di sentire 'L'anno che verrà', ma anche Cesare Cremonini al Dall'Ara...".

Domande per Fenucci.

Qualcuno ha chiesto di andare via, puoi spiegare cosa si aspetta la proprietà sul piano contabile.

"L'aspetto tecnico e quello economico viaggiano assieme. Non abbiamo i ricavi europei e abbiamo costi da tenere sotto controllo per le regole sul fair play finanziario. Faremo tutto il possibile per allestire una squadra competitiva. Quando ho parlato di giocatori che volevano andare via si tratta di dinamiche normali del calcio italiano. Abbiamo Freuler in scadenza, qualche giocatore già l'anno scorso ci ha chiesto di andare ma poi è rimasto. Noi privilegiamo l'aspetto tecnico, tenendo un occhio ai conti"

A che punto è la situazione con Orsolini?

"Lui è un giocatore particolare, è il nostro simbolo in un calcio che ha perso le bandiere. Anche per lui può essere interessante diventare bandiera del Bologna. Gli abbiamo fatto una proposta e ci stiamo avvicinando, una risposta ce la deve dare"