Le parole di Djordjevic in conferenza stampa

Le parole di Djordjevic in conferenza stampa

Il commento del coach bianconero alla vigilia della sfida con Cremona

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Le parole di Sasha Djordjevic alla vigilia della sfida con Cremona:

“Trasferta tostissima, contro una squadra che in casa gioca una pallacanestro fisica, veloce in transizione, sempre al 100%. La loro aggressività non è seconda a nessuna,il nostro compito sarà rispondere alla loro energia, per tutti i 40′ senza patire il loro impatto iniziale . Bisogna concentrarsi al massimo e andare avanti consapevoli dell’importanza di qualsiasi partita in trasferta. Sarà sicuramente una partita importante. Loro hanno qualche problema fisico, con Diener e Mathews il rischio è che qualcuno possa prendere questa partita  sottogamba ma credo che non sarà così. Ruzzier sta crescendo molto in posizione di playmaker, sta facendo ottime stagioni crescendo molto e imparando molto da Travis Diener. Happ ultimamente ha portato energia e fisicità, e Saunders, che è il motore della squadra. Infine Stojanovic, che potrebbe avere qualche motivazioni in più contro di noi. Noi siamo consapevoli delle nostre cose, andiamo lì a fare la nostra partita cercando la vittoria. Approcciamo una partita alla volta, sapendo il periodo che ci aspetta, ma dopo quel ciclo ne arriva un altro, poi un altro. Questa stagione non può fermarsi a un ciclo di 5 partite, per quanto importante. Abbiamo avuto due settimane di buon lavoro, e faccio i complimenti ai ragazzi per l’intensità e l’energia messa negli allenamenti. Spero di aver dato qualcosa alla squadra per rispondere a questi cicli, non solo fisicamente. Spero di poter migliorare ancora. Con Cantù l’impatto difensivo è rimasto costante. Markovic ha patito una distorsione alla caviglia contro Cantù, si è allenato parzialmente, oggi vediamo come sta, anni fa si era fatto abbastanza male a quella caviglia, sta meglio ma vediamo cm va oggi, usiamo cautela. Durante la partita con Cantù non me ne sono reso conto, ha continuato a a giocare. Lui è più pericoloso quando sta male. Scherzi a parte, a una certa età gli acciacchi incidono un po’, per un atleta che ha fatto la sua carriera è normale, ma quando si arriva alla partita tutti gli acciacchi si chiudono. Assolutamente sì, penso sia un dato importantissimo, è una grande iniziativa, per proporci e proporre tutto il movimento. Dato bello, si parla spesso di far vedere il basket in chiaro, per mostrare i progressi delle società e della Lega alla gente. A noi e ai giocatori non può che fare piacere. Ho letto, non lo sapevo. Ne prendiamo atto e chiudiamo lì. Poi, ovviamente, prima o poi bisogna chiudere con queste sconfitte in fila, anche con Venezia la Virtus non vinceva da molto. Sicuramente è una partita molto difficile da preparare, Sacchetti ha un grandissimo feeling coi giocatori, trasmette fiducia estrema, lui è un maestro, in tutte le squadre che ha allenato si è notato questa sua caratteristica. E tu non sai cosa aspettarti, ma devi essere pronto a reagire. Spero che potremo esserci, ma guardo soprattutto alla mia squadra e ai miei giocatori, al mio staff e alla Società. Anche noi abbiamo fiducia in noi stessi, tanta. Ha dato una bella risposta. Ragazzo orgoglioso e riconoscente verso la società, che gli ha dato spazio in un momento bruttissimo della sua vita. La società ha capito e lui e la sua famiglia hanno riconosciuto questo alla società.  E io sono contento di lavorare in questa Società che capisce anche queste cose. E c’è anche un bel feeling tra lui e i tifosi. Questo mi fa piacere, è una scelta azzeccata, anche dal punto di vista umano. Ne abbiamo cinque di ragazzi di colore, anche il nostro sindacalista, il futuro sindaco di Verona, Cournooh. L’estate ti serve per cercare di azzeccare gli incastri, poi ti aspetta un grande lavoro dopo, ma si parte da questo, incastrare personalità e culture diverse. Cazzola è una persona molto intelligente che ha fatto la storia di questa società, se per lui è una cosa positiva a me fa solo piacere. E’ sempre difficile lasciare fuori qualcuno. Marcos è una persona straordinaria, arrivato qui in punta di piedi nonostante l’argento mondiale, poteva chiedere più spazio invece si è messo a disposizione della squadra in maniera esemplare. Una cosa rara nella sua bellezza. Poi le scelte sono mie, ma sono scelte che faccio guardando gli avversari, quello che ci aspetta, infortuni e cose varie. Le decisioni non sono così facili da prendere. Lui è arrivato in un momento buono di questa società e ci sta dando un grandissima mano. Abbiamo aggiunto un valore a qualcosa di già buono e non è detto che non lo faremo ancora. Agli allenatori piace sempre avere una squadra profonda, di poter scegliere e che i giocatori ti mettano in difficoltà con le scelte; uno dei compiti cruciali del coach è creare una competizione interna, io ci credo molto, devi metterti sempre a disposizione e guadagnarti il posto anche con un po’ di difficoltà. E’ una cosa normale nelle grandissime squadre e nelle nazionali. Spesso le questioni economiche non te lo permettono, è un lusso, ma le grandi squadre europee ne hanno 12 in panchina e 3-4 nel roster che guardano, a disposizione. Questo spinge i giocatori a dare sempre il meglio, ben venga”.

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