Questa fluidità si riflette anche nei moduli utilizzati nelle sue precedenti esperienze. In Germania, sia allo Schalke 04 che al RB Lipsia, ha fatto della difesa a tre il suo marchio di fabbrica, alternando il 3-4-2-1 e il 3-4-1-2. In fase di possesso, il suo Lipsia si trasformava spesso in una sorta di rombo arretrato (1/3-3-3), dove un centrocampista scendeva a dare manforte ai difensori, mentre i trequartisti si accentravano per liberare l'intera fascia alle discese degli esterni.
Più di recente, sia sulla panchina del Belgio che in Turchia, Tedesco ha dimostrato di sapersi adattare alle caratteristiche della rosa virando verso una linea a quattro con il 4-2-3-1 o il 4-3-3. Questa soluzione garantisce una solida copertura a centrocampo, con cambi di gioco veloci, concedendo una maggiore libertà e ampiezza agli esterni offensivi nell'uno contro uno.
La dirigenza del Bologna punta proprio su questa flessibilità: un tecnico di respiro internazionale, perfetto per esaltare un gruppo già abituato a ritmi alti, aggressività e ambizione europea.