Allenatore moderno e camaleontico. La sua filosofia fonde l'intensità tipica della scuola tedesca con una cura maniacale per l'organizzazione difensiva e la lettura dei momenti della partita, ispirata ai grandi maestri italiani del passato.
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La panchina del Bologna ha un nuovo volto: alla scoperta di Domenico Tedesco
Il suo credo non si basa su un possesso palla sterile, ma su un pressing asfissiante che scatta non appena gli avversari muovono il pallone verso le corsie laterali e alla guida dei 'diavoli rossi' ha dato modo di far uscire a pieno il suo stile. Una volta riconquistata la sfera, la transizione deve essere fulminea e verticale, cercando immediatamente l'appoggio sulla punta centrale o l'inserimento dei trequartisti negli spazi liberati. Inoltre, Tedesco è noto per la sua capacità di cambiare l'assetto della squadra a partita in corso, preferendo calciatori polivalenti capaci di interpretare più ruoli senza dover ricorrere alle sostituzioni.
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