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Hai giocato in tante squadre, sei sempre stato un leader. Tra tutti i gruppi che hai conosciuto qual è quello in cui ti sei trovato a più agio?
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Hai giocato in tante squadre, sei sempre stato un leader. Tra tutti i gruppi che hai conosciuto qual è quello in cui ti sei trovato a più agio?
“Il modo in cui mi esprimevo dipendeva sempre dall’allenatore, c’è che mi ha capito di più e chi di meno. Se l’allenatore mi dava importanza per me era più facile esprimermi. Ho sempre rispettato tutti sia dirigenze che compagni anche se non ho mai avuto paura di dire la mia. Tante volte mi son complicato la vita: ad esempio quando ho dovuto fare la scelta di lasciare il West Ham dopo una gran stagione da protagonista per tornare in Italia perché Lippi mi voleva in Nazionale, sapevo a cosa sarei andato incontro ma volevo la maglia azzurra a tutti i costi. Allora sono andato a Brescia perché il direttore sportivo ex Brescia mi aveva portato al West Ham e io volevo ricambiare il favore. Il problema è che dopo 3 mesi al Brescia la Nazionale cambiò CT e le promesse che mi aveva fatto Lippi avevano perso senso, non so se rifarei quella scelta. Alla fine però la Nazionale è stata una bella soddisfazione: giocare per quell’Italia lì da giocatore del Bologna non era mica facile, vuol dire che eri avevi qualcosa di diverso dagli altri. Quando mettevi piede a Coverciano era qualcosa di diverso, non ti rendevi conto di dove fossi arrivato, l’appezzamento di ciò che avevi fatto arrivava solo una volta finita l’esperienza.”