Hai iniziato nei campi di provincia, ma sei arrivato tardi in Serie A cos è che ti ha motivato per riuscire ad arrivare ad alti livelli?
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Diamanti a Campus Talks: “Son sempre stato l’esempio che il talento da solo non basta. Il Bologna…”
“Io penso di essere veramente l’esempio che il talento non era tutto. Son sempre stato un talento ma non avevo la testa: da giovane mi divertivo tanto mi piaceva molto andare a ballare con gli amici. La mia passione più grande era il calcio ma tornando alle 5 della mattina non riuscivo a dare il massimo in campo il giorno dopo. Il calcio era la mia priorità ma alla fine mi sono accorto che non lo stavo dimostrando. Quando Fabio Galante mi portò in Serie A al Livorno già mi conoscevano per le vicende extra-campo. Ho dovuto subire molte delusioni per capire che il mio non era l’atteggiamento giusto, le offese possono risultare anche positive se prese nel modo giusto. Secondo me non sono arrivato in Serie A tardi ma al momento giusto: avevo già preso legnate e delusioni, acquisendo sempre più responsabilità e dai 23 anni in poi son sempre rimasto in Serie A. “
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