Durante un'intervista per il Corriere dello Sport, il difensore classe 2002 parla del suo passato e del suo presente

Un dieci in campo 2023

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Il grave infortunio del 2018

La rottura dei legamenti, della capsula e del menisco del ginocchio sinistro l'hanno fortificato:

"Mi ha cambiato in tutto, e penso che senza quello non sarei diventato così forte. Non ho mai pensato di smettere, però dalla situazione non sembrava così scontato tornare a giocare. Invece è andato tutto liscio".

In rossoblù Calafiori si è trovato benissimo in un ambiente a lui congeniale per migliorare:

"A Bologna sto trovando tranquillità, serenità, continuità. Una squadra, un gruppo fantastico. Un allenatore. Stiamo andando benissimo e anche personalmente mi trovo così. Ho imparato che la cosa più importante è essere sempre pronti. Non conta fare una partita benissimo. Bisogna essere continui, lavorare, dare il cento per cento. Questo conta. Non penso sia cambiata la mentalità. La mentalità è frutto del lavoro. Motta è al secondo anno, è normale che i giocatori capiscano di più. Poi se fai buoni risultati vuoi continuare la scia di risultati".

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