Ecco come Italiano ha cambiato faccia al suo Bologna. Chissà se vedremo i rossoblù indossare le vesti dei 'brutti, sporchi e cattivi' fino a fine campionato o se insieme a Italiano si deciderà di virare nuovamente la rotta
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Un calcio diverso, che sembra funzionare
Sebbene i frutti non siano stati raccolti istantaneamente, la squadra ha ritrovato una solidità che sembrava smarrita. Quella stessa compattezza ha poi alimentato una striscia positiva che ha finalmente spezzato un digiuno di vittorie lungo ben 106 giorni. I successi contro Torino, Brann in Europa League e Udinese hanno restituito il sorriso a una piazza che non vedeva i tre punti dai tempi della sfida contro il Napoli. Italiano ha dimostrato un’insospettabile elasticità mentale, smentendo chi lo riteneva un integralista incapace di rivedere le proprie posizioni. Ha saputo leggere il momento di crisi e ha adattato il vestito tattico alle esigenze del gruppo. Resta ora da capire se questa versione "brutta, sporca e cattiva" sarà il marchio di fabbrica definitivo della stagione o se, una volta passata del tutto la burrasca, il tecnico deciderà di tornare a proporre un calcio più scintillante. Per ora, però, contano solo i punti e la solidità ritrovata.
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