Un dicembre da dimenticare per il Bologna che non riesce più a gestire la manovra offensiva, cosa che aveva dimostrato di saper fare nella fase autunnale.

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VIDEO - L'arrivo del Bologna a Riyad

Orso tra gli unici che si salva

Senza i guizzi di Orsolini o le sovrapposizioni dei terzini, l'attacco finisce per scontrarsi contro muri difensivi che hanno ormai imparato a leggere il palleggio di Italiano. L’ultimo vero squillo tra le mura amiche risale ormai a inizio mese, con la vittoria contro il Parma; da quel momento, il Dall'Ara è diventato un campo di rimpianti e occasioni sprecate. Ma il dato che più tormenta la piazza riguarda la sterilità offensiva su azione. A parte i calci di rigore trasformati da Orsolini, l’attacco è in stallo: l’ultimo gol su azione, prima di ieri, segnato da un attaccante in campionato risale al 7 dicembre, quando Odgaard andò a segno contro la Lazio. Da allora, il deserto. Solo a Vigo ci sono stati squilli rilevanti, poi zero con la Juve, un gol in Supercoppa su rigore in semifinale e zero in finale contro il Napoli: una difficoltà evidente. Il Bologna ha dimostrato nella prima parte di campionato di saper segnare, ma soprattutto di saper coinvolgere chi di dovere nella manovra offensiva. Gennaio dovrà ridare linfa al gioco di Italiano per continuare a credere ancora nel sogno Europa.

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