Bologna inerme a Napoli. Partita senza gioco e senza idee. La causa è il mercato e il futuro per ora non c'è
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Il futuro con Saputo
Il futuro, in sintesi, non c'è. L'unico che si può intravedere è barcamenarsi fino a giugno, tirare a campare, e poi vedere se qualcosa a livello societario cambierà. Gli investimenti sulla squadra non ci sono, le plusvalenze sono invece abbondanti ma quelle ricche stanno finendo e le prospettive di classifica sono quelle anonime di un tempo. Solo la partita stadio potrebbe fungere da volano in due direzioni: dare a Saputo la voglia di restare e rilanciare o viceversa fornirgli lo stimolo definitivo a cedere, potendo rientrare del suo investimento decennale. Lo scopriremo. Per ora, la minestra è questa, ovvero un brodino poco saporito e che alla lunga rischia di stancare. Ma prima di ogni altra cosa diventa necessario tornare a fare punti, tornare a vincere, per non passare una sosta con lo spettro della parola 'retrocessione' via etere o social. Il tempo dei sogni appare finito, è durato un biennio, e l'unica cosa da fare è calarsi nella nuova realtà, che è quella vecchia, quella che speravamo di non assaporare più. La speranza c'è sempre, ma questo Bologna sembra privo della miccia per accendersi e divertire.
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