di Gionni Forlenza
Bologna abbraccia il suo nuovo allenatore: guarda l'arrivo di Domenico Tedesco
I cicli
La stagione attuale, la trovo al momento piuttosto simile a quella, col cambio tecnico ad inizio stagione, Inzaghi per Donadoni e Tedesco per Italiano e mercato anche questo, sulla falsariga dell’altro. Volendo però continuare a fare un raffronto fra le 2 stagioni, all’epoca il Bologna era tornato in A da 3 stagioni; qualche acquisto lo si era azzeccato, altri invece, risultarono dei flop o quasi. Quello che oggi fatico invece ad accettare, è come sia stato possibile raggiungere la Champions League, vincere la Coppa Italia dopo 10 anni di gestione Saputo e ritrovarsi in meno di 2 anni, quartultimi in classifica, con appena un punto. In genere i cicli di una squadra non considerata “grande”, dura un quinquennio o poco più. Penso al Verona che tra l’inizio degli anni 80 e poco dopo la metà di quel decennio, partecipava alle Coppe europee ed occupava stabilmente le prime posizioni, culminato quel ciclo con lo scudetto del 1985, targato Bagnoli. Fu l’ultimo scudetto vinto da una squadra di una città non capoluogo di regione. Terminato il ciclo Verona, iniziò quello della Sampdoria, culminato con lo scudetto del 1991 con la famigerata coppia Vialli e Mancini. Anche il ciclo blucerchiato durò un lustro o poco più. Il ciclo del Parma durò quasi un decennio; nessun scudetto ma con 3 pesanti trofei internazionali vinti e ben 5 finali di Coppa Italia disputate, di cui 3 vinte. Arrivando ai giorni nostri, il ciclo Atalanta ed in parte, appena iniziato, il ciclo Como. Se vogliamo, a più riprese, ci sono stati i cicli di Napoli, Lazio e Roma ma queste squadre, tra sali e scendi, possiamo inserirle nel novero delle grandi.
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