di Martin Shira

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Le recenti difficoltà di Skorupski possono suggerire un cambio, cioè concedere un’opportunità al classe 2007, o quantomeno di valutarne un impiego più frequente. Una scelta che permetterebbe al giovane di accumulare esperienza e al polacco di lavorare per ritrovare serenità. Perché, dunque, non provare a valorizzare Pessina? La convocazione in Nazionale è un segnale dell’attenzione rivolta al suo potenziale, anche se non basta, da sola, a dimostrare che sia già pronto per una maglia da titolare in Serie A. Per capirlo serviranno occasioni, fiducia e una valutazione quotidiana da parte dello staff. Un cambio immediato in porta potrebbe essere prematuro, ma esistono precedenti che invitano a riflettere. È il caso della Roma, dove nel 2024 Daniele De Rossi scelse di affidarsi a Mile Svilar al posto di Rui Patrício, avviando un percorso che ha portato il portiere a consolidarsi come titolare. Situazioni diverse, naturalmente, ma un esempio di quanto possa incidere la fiducia in un’alternativa. Cambiare drasticamente non è necessario, né qualche prestazione negativa basta a decretare la fine del percorso di Skorupski, ma con un Pessina entrato nel giro della Nazionale è giusto iniziare a guardare al futuro.

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