Occorre ripartire subito, immediatamente e senza balbettare. Per fare questo è necessaria la voglia di reagire e riscattarsi: fortunatamente si gioca subito, senza pensare troppo a quanto è successo c'è la possibilità di concentrarsi sul prossimo avversario. Oltre alla voglia, il Bologna deve riprendere quota con unità e coesione, aspetto che dovrebbe toccare anche sfere non strettamente legate allo spogliatoio. Giusto ribadirlo, perché sono già partite le crociate contro i nuovi arrivati, considerati, da qualcuno, non un valore aggiunto. Sono dunque loro ad aver sparigliato le carte, ad aver incrinato un meccanismo che anche prima del loro arrivo in teoria era perfetto. In realtà non è che il Bologna triturasse tutto e tutti, la squadra era nelle parti alte, certo, ma ogni tanto singhiozzava e balbettava. Anche da queste colonne si è cercato di mettere in guardia da una eventuale rivoluzione, il problema è che acquistare qualche elemento per migliorare la rosa non si tratta stravolgere tutto. Sei nuovi arrivi non sono quindici, in quel caso la parola rivoluzione sarebbe stata calzante. Ecco, la necessità che fosse urgente implementare la rosa la percepivamo tutti ma se ora si vuol far passare il messaggio che il giocattolino è stato rotto dal nuovo direttore sportivo, non mi trovate d'accordo. Piuttosto bisognerebbe capire come mettere questa squadra nelle condizioni giuste per rendere al massimo e, in questo preciso momento, diverse scelte non sembrano comprensibili e condivisibili. Insomma, non capisco perché in questo mondo a sbagliare siano sempre gli altri.
Ecco, siccome non ho segnali di un gruppo disgregato, anzi, i nuovi arrivati si sono integrati bene nell'ambiente (discorso diverso il modulo di gioco) diventa assurdo propagandare l'antifona del "sono stati modificati troppo gli equilibri e la squadra ne ha risentito". Davvero? Quanto è labile lo spartiacque tra il considerare il mercato di Corvino rovinoso, rispetto ad analizzare come la coincidenza abbia voluto che tutte le volte che Zuculini non gioca (o viene sostituito) il Bologna prende una scoppola? Possiibile che la critica debba essere unilaterale?
Forse è meglio pensare al Bologna come una squadra unita, composta da professionisti che non si fanno condizionare dall'arrivo di quattro o cinque giocatori di buon livello, un gruppo coeso che sta vivendo un momento di difficoltà il quale può essere sanato e cancellato se Lopez riuscirà a trovare la chiave giusta per accendere il motore. Porre la lente su chi è arrivato (giocatori che, tra l'altro, hanno permesso al mister di non convocare elementi come Abero, Garics e Troianiello che tanta fatica hanno fatto) è uno strumento utilissimo per trovare una giustificazione alle proprie posizioni stravaganti senza passare per pazzi furiosi. Inutile creare altri problemi quando invece si tratta solo di far giocare un po' meglio la squadra, la quale ha tutte le carte in regola - a maggior ragione con i nuovi acquisti - per sbaragliare la concorrenza. Oppure pensiamo che questi professionisti del pallone siano tutti bambini fastidiosi e che al primo problema si mettano a piangere? Non scherziamo...
Rimane solo una cosa da fare per rimettere in carreggiata questa squadra: effettuare le scelte giuste e mantenere il clima di unità in seno allo spogliatoio. Occorre migliorare sotto il profilo del gioco e della determinazione, di conseguenza, modificare qualcosa rispetto a quanto visto venerdì. Cacia e Mancosu non possono ancora giocare assieme e servirebbe una seconda punta con caratteristiche diverse (Sansone), così come è necessario ridare frizzantezza alla mediana che campa solo sul longevo Matuzalem e sarà priva di Krsticic decisivo a Cittadella. Mi riferisco a Zuculini, perché a volte anche una sola scelta può determinare la riuscita di un match, successe nel primo tempo con il Frosinone quando Casarini venne schierato regista, così come accadde a Livorno con la sostituzione di Cacia che lasciò il Bologna privo di un riferimento offensivo. Ecco dunque che fornire il centrocampo del Bologna di un elemento in grado di saltare l'uomo e fornire verticalità al gioco, potrebbe rappresentare la chiave della partita di stasera aiutando i rossoblù ad essere più incisivi con la palla tra i piedi e più alti nel pressing in fase di non possesso. Esattamente quello che ha chiesto Lopez in conferenza e che non ha funzionato venerdì. In sintesi, lo spogliatoio del Bfc è unito e l'allenatore deve solo tarare le proprie scelte in base a quanto non funziona, evitiamo - dunque - di creare spaccature da fuori, il primo e unico metodo per rompere davvero il giocattolino.
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