Proiezione volontaria verso il mercato estivo. La Serie A è ancora da conquistare ma la fantasia vola come nei migliori film Disney, soprattutto se a stuzzicarla c’è il nome di un giocatore del Real Madrid. Sami Khedira possibile colpo di mercato del Bologna a luglio? Difficile, quasi impossibile. Guadagna una valanga di milioni di euro all’anno e lo Schalke lo pressa da tempo. Non verrà, e da quel che so Corvino non lo ha cercato. Bello però sognare, poter alimentare un piccolo-grande sogno di mercato anche se irrealizzabile come quando da piccolini si sogna di calcare, da calciatori, i grandi campi della Serie A. Qualcuno ci riesce, altri no, ma un tentativo va comunque fatto giusto per non lasciare nulla al caso. Ora, senza giudicare il lavoro di altri, si parte dal presupposto che dal momento in cui la notizia viene pubblicata, in un modo o nell’altro è stata verificata. Questo non significa che Khedira sarà nostro, semplicemente che si ritiene attendibile la fonte. Detto questo, siccome i social rappresentano le forche caudine delle news bolognesi, i commenti sarcastici non si sono fatti attendere. Ci sta, siamo abituati ai Friberg e ai Pazienza, e leggere il nome di un giocatore del Real Madrid, in abbondante fase calante di carriera, fa sobbalzare dalla sedia e gridare alla bufala. Non è tanto questo il discorso, quanto il fatto che anche solo una volta si possano accostare nomi fino a poco tempo fa impensabili per le vicende del Bologna. La città ne ha bisogno, i tifosi ne hanno bisogno.

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Le proporzioni economiche della nuova proprietà sono talmente fuori categoria che ci spalancano un mondo a noi ignoto, quasi paralizzante perché nella storia del nostro club mai abbiamo avuto un chairman così ricco. Ci sono stati diversi presidenti facoltosi, altri benestanti ma oculati nella gestione, ma mai una disponibilità così ingente di denaro. Lasciateli dunque sognare i tifosi, lasciate che possano fare voli pindarici sui possibili obiettivi di mercato e non tarpate loro le ali. Fa parte del gioco, fa parte dei diritti del pubblico pagante che nelle ultime stagioni ha gioito pochissimo e tuttora vede un derby con un Bologna censurabile e che non segna da cinque partite. Ci sono sacrifici anche solo per acquistare un tagliando o un abbonamento ed è giusto che chi paga possa richiedere la visione di uno spettacolo gratificante.

Certo, parlare già di mercato quando ancora la Serie A è da conquistare, può risultare dannoso e controproducente per il semplice motivo che da queste parti ogni singola soddisfazione ce la dobbiamo guadagnare con sofferenze e lotte fino all’ultimo secondo, ma il compito di rimanere prudenti e ancorati alla situazione attuale forse spetta più agli scribacchini rispetto ai tifosi, i quali, quasi per definizione, sono abituati a pensare alla passione dilagante e a quello che sarà se a governarci c’è una proprietà che in un amen versa 25 milioni di euro nelle casse. Questo impazzare di nomi può generare aspettative e pressioni troppo elevate? Certo che sì, ma forse non aspettavamo altro che questo. Insomma, cosa abbiamo sempre chiesto fino a qualche mese fa? Rispondo io: una proprietà ricca e una squadra forte. La prima c’è, la seconda potrebbe esserci l’anno prossimo. Dal momento che le richieste sono queste si deve mettere in conto tutto quello che ne scaturirà nell’istante in cui il sogno si avvera. E pazienza se qualcuno vorrebbe tutto subito.

Forse ci si lamenta troppo per una squadra seconda in classifica, il pubblico è troppo esigente e i giornalisti parecchio criticoni, ma è anche vero il fatto che a Bologna si vive e lavora discretamente. Anche a Roma sono secondi ma la situazione è ben più infuocata rispetto a qua. Inoltre, non è assolutamente vero che il 90% delle persone che erano allo stadio domenica ha subissato la squadra di fischi. Ci sono i soliti noti sparsi in tribuna ma in percentuale quasi effimera se rapportata al contesto generale. Fa parte del gioco: non si può piacere a tutti. Badiamo al presente dunque, consapevoli però che se la squadra tornerà in Serie A l'estate potrebbe diventare bollente come non mai. Per dirla alla Roberto Carlino: Saputo non vende sogni, ma solide realtà.

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