Leggevo ieri l'ottimo resoconto di Repubblica sui conti rossoblù, un bilancio approvato dalla nuova proprietà ma che porta dritto alla vecchia per responsabilità e debito. Sono i lasciti di Guaraldi: 16 milioni di rosso con la previsione di ulteriori 10 da qui alla fine dell'esercizio. Belle notizie per la nuova compagine, la quale ha già sborsato più di dieci milioni e che ora probabilmente dovrà tirarne fuori altrettanti per raddrizzare la baracca. Ecco, si potrebbe sempre tornare al concetto di "vendo il Bologna gratis", ma appare chiaro che - almeno nell'immediato - per Tacopina e Saputo non si sia trattato di un affare. Hanno lottato e sudato contro tanti per prendersi il Bologna, anzi, per acquistare un debito. Ovvero, la necessità di firmare un bilancio con numeri che derivano da una scellerata gestione precedente. Come comprare una Ferrari ammaccata e che necessità di ingenti spese per renderla di nuovo utilizzabile. Della serie: si risparmiava comprandone una nuova piuttosto che aggiustare la vecchia. Questo dimostra - semmai ce ne fosse bisogno - la ferrea volontà che ha animato la coppia Tacopina-Saputo di issarsi a comandante della plancia di Casteldebole nonostante non ci fosse un solo singolo aspetto societario a funzionare. Da giugno in poi, l'unica cosa andata decentemente è la squadra, mentre i conti sono rimasti quelli che erano. E dire che le plusvalenze derivanti da cessioni sono aumentate, con Taider sono 7.5 e con Diamanti quasi 5 (Alino è stato ceduto a 7 milioni). Mi sono chiesto più volte dove siano finiti i denari di Alino, evidentemente tra i meandri del bilancio rossoblù deve esserci un buco nero in grado di inghiottire qualunque cosa, lì dentro sparisce tutto ma nessuno sa esattamente cosa ci sia all'interno di uno dei misteri più insolubili della storia dell'umanità.
Ecco dunque il motivo che porta Saputo a volere senza dubbio alcuno la Serie A, la necessità cioè di spendere ingenti risorse sul mercato di gennaio per evitare di mettere mano pesantemente al portafoglio a giugno se la massima serie non dovesse arrivare, e con essa i trenta milioni di Sky. Ricapitalizzare non è mai particolarmente bello, soprattutto in un pozzo senza fondo come la società rossoblù, e lo è anche per la duecentottantanovesima famiglia più ricca del mondo. Fare uno sforzo dal punto di vista economico sì, sperperare denaro assolutamente no. Ragionamento banale, ma fondamentale per comprendere la situazione attuale del club. Intendiamoci, non penso che la nuova compagine societaria scappi qualora si manchi l'appuntamento in primavera col calcio che conta, semplicemente il piano di rilancio potrà subire un notevole rallentamento con un ulteriore utilizzo di risorse oltre a quelle già impiegate, le quali sarebbero potute andare in ambiti più virtuosi rispetto ad un debito.
Non c'è santo che tenga, la Serie A è VITALE non solo per tornare a banchettare con i potenti o per convincere giocatori riluttanti a scendere di categoria, ma anche e soprattutto per facilitare il processo di risanamento dei conti ed evitare che il ricco di turno possa stancarsi. A giugno, se ce l'avremo fatta, sono anche sicuro che ci sarà la fila per venire a Bologna tra tutti quei giocatori che invece ora non se la sentono. Cambierà il mondo, saremo più solidi e toccherà a noi dire di no a qualche proposta. E' un periodo di transizione propedeutico al ritorno in Serie A, perché i soldi sono importanti, anche e soprattutto per i ricchi.
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