“Pazza idea di acquistare Giovinco”. Riprendo una strofa della celebre canzone di Patty Pravo per inaugurare il cambio di passo che il mercato rossoblù ha subito con l’arrivo di Pantaleo Corvino e le risorse di Joey Saputo. Sì, cari lettori, sono tornato con un po’ di anticipo con uno Spunto “speciale” dopo l’impazzare incontrollato degli obiettivi di mercato rossoblù usciti nell’ultimo periodo. Chiaramente, l’attrattiva principale, il piatto più succoso di questa scorpacciata di prelibatezze natalizie, è quello relativo a Sebastian Giovinco. Bè, se pensiamo al fatto che a gennaio dell’anno scorso si pensava a Friberg e Ibson, la differenza è quella che c’è tra un analfabeta e un premio Nobel per la letteratura. Chiaro, i miei classici viaggi mentali li tengo per me, anzi, li smonto il più possibile perché conosco il mercato, le sue dinamiche e molto spesso so che i sogni vengono infranti contro il duro scoglio della realtà e degli obiettivi impossibili da raggiungere. Giovinco è uno di questi. Prendere un giocatore di spessore a gennaio e portarlo in Serie B è impresa che solo i maghi del calciomercato possono pensare di portare a termine. Corvino non è uno sprovveduto e sa che l’attaccante, andando in scadenza di contratto, diventerà appetibile per tantissime società italiane, ma soprattutto straniere. Butto un esempio: se l’Arsenal è davvero interessato a Giovinco, a giugno tu, caro Bologna, non potrai mai farcela a convincere la formica atomica a scegliere te piuttosto che l’Inghilterra. Soprattutto con il giocatore libero di andare via gratis e dove più gli aggrada. A gennaio sarebbe diverso, perché puoi convincere la Juve a cederlo per non perderlo gratis e la montagna da scalare è fare breccia nelle decisioni del giocatore, strappargli un sì che comprende anche una discesa in B e magari con un ingaggio ridotto rispetto all’attuale.

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Ecco perché mi sforzo di non sognare Giovinco che gonfia la rete del Dall’Ara regalandoci una promozione o una vittoria ai danni della sua ex squadra (sarebbe fin troppo bello).

Mi sono sempre detto che nei giorni di calciomercato è necessario rimanere ancorati alla dura realtà, ma in questo caso non posso restare indifferente al tenore dei nomi pronunciati rispetto agli ultimi tre anni: il cambio di marcia è lampante. Sembra ci sia un’aria frizzantina anche tra gli operatori del mercato e il Bologna non sia più solo una preda da spolpare dei suoi migliori giocatori ma un cacciatore che va in cerca del talento che può fare la differenza. Il mondo si è capovolto, qualche anno fa se avessimo accostato certi giocatori alla nostra squadra ci avrebbero presi per pazzi; al primo gennaio 2015, invece, con i capitali a disposizione e un direttore sportivo di livello, anche il grande colpo ci appare raggiungibile e non un miraggio nel deserto del Sahara. E’ chiaro, stiamo tornando ad essere una società credibile e con un progetto di rilancio solido alle spalle, tutti presupposti che col tempo ci aiuteranno ad elevare sempre di più i nostri obiettivi di mercato. Convincere qualcuno a venire in un Bologna che sogna di tornare in alto e con una stabilità economica è molto più facile rispetto a quando si chiedeva in ginocchio a qualcuno di trasferirsi in una squadra perennemente a rischio fallimento e sotto attacco sui suoi pezzi più pregiati.

Voglio essere sincero, credo che le possibilità di prendere Giovinco non salgano al di sopra del 10%, ma anche solo il fatto di essere stati in grado di tentare il colpaccio mi fa dire a grande voce “benvenuti Corvino e Saputo!”. Questa trattativa impossibile, anche se dovesse fallire, sarà il primo grande passo verso il nostro nuovo futuro, fatto di ambizione e tradizione, forza economica e dirigenziale e di un ritrovato blasone che nel disastrato calcio italiano può camminare a testa alta e farsi largo sulle proprie spalle e sulle proprie gambe. Da quanto tempo non riuscivano a ragionare in questi termini. Il vento è cambiato e soffia in poppa verso il ritorno alla Massima Serie.

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