Non ho mai avuto modo di parlare direttamente con l'ex presidente Marco Pavignani, l'ho conosciuto per le sue dichiarazioni in tv o ai media e per i racconti di chi lo ha frequentato per i più diversi motivi. Tutti (nessuno escluso) hanno parlato bene di lui, del suo essere una persona "seria", qualità che ormai si ritrova davvero in pochi soggetti. E' questo forse l'aspetto più importante, ovvero che tante persone, dalle opinioni più diverse possibili, abbiano speso parole di spessore per Pavignani, testimonianza della qualità dell'uomo e della passione che nutriva, in modo viscerale, per lo sport e per il Bologna. Voglio al contempo sottolineare come l'ex presidente sia stato l'unico, in mezzo a tanti responsabili, a pronunciare due parole ormai fuori moda che sembrano arrivare da un altro secolo o da un'altra galassia: "Abbiamo sbagliato". E' da questi gesti, da queste dichiarazioni, che si arriva a percepire la misura di un uomo di sport, a differenza di altri che ne combinano più di Bertoldo ma continuano a professarsi perfetti in tutto quello che fanno. Ecco, è il primo modo quello in cui le persone dimostrano di voler bene al Bologna, di tenerci, di nutrire una passione talmente forte che a volte può portarti anche a sbagliare valutazione. E quando lo ammetti, di aver sbagliato, con umiltà ma per buonafede, il giudizio di tutti cambia portandoti su quel binario di umanità che tutte le persone di buon cuore hanno. Era malato da tempo, ci ha scherzato sopra come tutte le persone dalla grande intelligenza fanno.

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C'è dunque un motivo in più per vincere oggi, farlo nella settimana del diverbio Corvino-Fusco e nel periodo nefasto dei lutti attorno al Bfc. Apro una piccola parentesi. Nello Spunto di ieri, in realtà, mi sono reso conto di aver usato toni duri (di cui mi scuso) e forse immeritati verso chi per tanti mesi ha lavorato con grande passione per il bene del Bologna, contribuendo in maniera decisiva a salvarlo (aspetto da me sempre riconosciuto). Inoltre, potrei aver ingigantito una reazione di puntualizzazione dovuta ad alcune inesattezze pronunciate dall'attuale diesse Corvino. Avrei dovuto astenermi dalla polemica, senza alterarla o giudicarla in un momento delicato come questo. Col senno di poi, a mente fredda, forse sono entrato di peso in una querelle tra due professionisti che difendono il loro operato e che per il bene del Bologna sarebbe meglio chiudere il prima possibile, guardando avanti con spirito di unità e coesione. A volte, il troppo bene che vogliamo al Bfc, ci porta a perdere il senso della misura (nemmeno io sono esente da surriscaldamento) quando invece, con una Serie A da raggiungere, è bene concentrarsi sul campo e non a quello che può accadere a mezzo stampa. Non è mia intenzione, quindi, prloungare una polemica che può arrecare danno al Bologna.

Tornando a Pavignani, chissà dunque che la scomparsa di un personaggio a cui tutti volevano bene (e che nella storia del Bologna c'è stato in ben due salvataggi non banali) possa riunire un ambiente da sempre spaccato sulle opinioni, diviso sui personaggi e lacerato da risultati non in linea con le aspettative (ovviamente quelli casalinghi). E' difficile vivere sereni in questa città, perchè accontentare tutti è impossibile e soddisfare ogni palato impensabile. In questo preciso momento, però, essere in Serie B significa provare a remare tutti dalla stessa parte, magari provando a supportare sempre e comunque questa squadra in ogni sua sfaccettatura, sia che piaccia oppure no. La B è un inferno (nemmeno un purgatorio) e la nostra unica missione è uscirne il prima possibile senza troppi indugi. Sai mai che poi, a forza di essere tesi e arrabbiati (e anche divisi tra chi c'era prima e dopo) non si rischi di mandare a monte il primo target della nuova proprietà. Proviamo dunque ad abbassare i toni - io per primo - e a tifare uniti per il Bologna che oggi passa per un crocevia importante della propria stagione, incerottato, raffazzonato, ma comunque con la solita pressione addosso.

Non sarà facile a Trapani, perché penso possa essere la trasferta più proibitiva tra le recenti affrontate dal Bologna: campo difficile, trasferta lunga e contro una squadra appena rilanciata dall'arrivo del nuovo mister. Le dichiarazioni di Curiale testimoniano un gruppo ringalluzzito, forse anche troppo, che non aspetta altro che fare lo sgambetto alla big del campionato. Penso però che la seconda partita dopo il cambio di guida tecnica sia più complicata della prima, soprattutto se a casa tua viene a giocare una delle favorite per la promozione. Magari non riuscire a riprodurre, per la forza dell'avversario, le cose che solo sette giorni prima hanno funzionato contro una squadra di metà classifica può rappresentare un piccolo contraccolpo psicologico. Vedremo, l'importante è ritrovare unità, mettere da parte eventuali divisioni e proseguire la nostra marcia verso la A che in questo momento non può subire arresti in trasferta viste le difficoltà casalinghe. Non siamo riusciti a fare nessun tipo di regalo a Saputo che le uniche gioie dal vivo le ha vissute l'altra sera a Montreal, sarebbe invece bello poter dedicare la vittoria all'ex presidente Pavignani, lui che è sempre stato un vero uomo squadra.

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