Dei sei acquisti portati da Pantaleo Corvino, la sfortuna ne ha portati via due. Il 33% della nuova forza lavoro portata dal direttore sportivo rossoblù sarà fuori nel momento chiave della stagione, quello cioè che deve coincidere con la rinascita del Bologna e che porrà davanti, tra meno di un mese, due scontri diretti di vitale importanza per la truppa guidata da Diego Lopez: quelli contro Livorno e Carpi. A questi, se ci aggiungiamo un Da Costa chiuso da Coppola, capiamo come per tentare di agguantare la promozione il mister dovrà fare affidamento solo su tre nuovi arrivati, sostanzialmente il 50%. Non solo, se Gastaldello e Sansone stanno comunque in un modo o nell'altro entrando nei meccanismi (il difensore è titolare, l'attaccante dopo qualche partita balbettante è tornato convincente martedì) Mbaye deve ancora trovare una sintonia percettibile con i compagni. In pratica, se non si fosse trattato di turnover per via di partite ravvicinate, forse la fascia sarebbe stata calcata ancora da Ceccarelli. Tirando le somme, in questo mese decisivo, Lopez potrà contare su due nuovi innesti più uno se Mbaye riuscirà a scrollarsi di dosso un po' di timore e pressione che davanti agli spalti di casa si palesa in tutto il suo fragore.

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Oggi a Varese sarà un Bologna d'emergenza, con la convocazione di Scalini e Calabrese della Primavera a sancire il momento di difficoltà di una rosa che da ampia è diventata striminzita. Il punto di forza perso nel giro di una settimana. In linea di massima non una bella notizia, ma se consideriamo il fatto che il Bologna, quando si è trattato di giocare con gli uomini contati, è riuscito sempre a reagire, forse questa sfortuna può essere capitata nel momento giusto. Chissà che questo non compatti ancora di più lo spogliatoio spronando tutti a reagire; anche perché di fronte c'è una squadra messa peggio di noi. La Ferrari Bologna è diventata una berlina Wolkswagen, la cinquecento varesotta una Due Cavalli.

Battute a parte, ci sarebbero poi le conferenze stampa del mister. Procedono più o meno tutte uguali, risposte stringate e secche, fino a che non arriva la domanda più spigolosa che sancisce - quasi sempre - la rottura dei rapporti con la stampa. Anche ieri è partita la crociata del mister contro i giornalist,i accusati di dipingere la situazione come nera quando in realtà dovrebbe essere rosa. Non so, di sicuro le tinte non sono chiare, magari non da funerale ma sicuramente tendenti al grigio con una squadra che non segna in casa da quattro gare. Se tre punti su dodici in casa devono dipingere un cielo azzurro e limpido, figuriamoci cosa dovrebbe succedere con tre vittorie di fila. Ecco, se davvero per i giornalisti non è nemmeno possibile mettere l'accento su un Bologna che gioca male e pareggia in casa, allora si dovrebbe tutti andare a fare un altro mestiere. A volte basterebbe semplicemente ammettere una oggettiva difficoltà casalinga e magari qualche scelta errata. Se non si vuole fare questo, almeno evitare l'attacco alla stampa e glissare sulla domanda. Niente di male, sia chiaro, ma preferirei un altro approccio. Per il resto, forza Bologna: oggi più che mai.

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