Diego Lopez, a mío modo di vedere, non è stato esente da colpe in qualche deludente risultato recente del Bologna, ma nella fattispecie non ci sono sue responsabilità nel pareggio interno col Frosinone. Impossibile schierare un Bologna brillante e propositivo fin da subito considerando le condizioni fisiche di alcuni giocatori (Casarini) e le assenze (Buchel e Matuzalem). Il ciociari, per stile di gioco, si accoppiavano perfettamente ad un Bologna privo di regia e con un Laribi sottotono. In più, mettiamoci anche una certa latitanza sotto porta delle punte e il gioco è fatto: un puntaccio guadagnato. Ora, i rossoblù sono scesi al quarto posto e venerdì affronteranno una delicatissima partita ad Avellino che potrebbe risucchiare ulteriormente il Bologna nel guano della terra di mezzo della Serie B, situazione che desterebbe qualche preoccupazione non solo ai tifosi ma anche alla dirigenza intera. Il conteggio indica come il Bologna faccia fatica a vincere, infatti solo una partita delle ultime sette è stata portata a casa e se sono i risultati a parlare per un allenatore, allora è chiaro che Lopez deve tornare al successo il prima possibile. In questo scenario però, non deve sfuggire agli occhi come il tecnico (anche in mezzo a diversi errori) abbia costruito un'identità di squadra che fino a questo momento ha tenuto a galla il Bologna, anzi, dalla sconfitta in coppa con l'Aquila i rossoblù si sono candidati come formazione di vertice del campionato e nessuno, alla vigilia, lo avrebbe pronosticato. Sono fatti, tra l'altro esattamente la missione che era stata richiesta al mister una volta ingaggiato. Banalmente tutti sapevamo dell'incompletezza della rosa e lo scopo era solo votato al rimanere in scia al treno buono. Cosa che sta avvenendo.
A tutto questo va aggiunto come la squadra sia tutta schierata con l'allenatore (forse ad eccezione del solo Pasi che ormai non viene più convocato) e la reazione messa in mostra sabato lo conferma. Se ci fosse stata scollatura tra i giocatori e l'allenatore, il Bologna ne avrebbe presi tre senza colpo ferire invece di rischiare di vincerla al novantesimo se solo una punta si fosse fatta trovare nel luogo dove di solito deve stare: in area di rigore. I ragazzi corrono e si sbattono, sintomo che la sinergia tra Lopez, Fusco, Di Vaio e la squadra c'è e si percepisce. Ecco perché trovo assurdo, quindi, parlare di esonero o accostare nomi alla panchina del Bologna, semplicemente non vedo - al momento - motivi per arrivare a tale decisione. Non ci sono, come invece successo l'anno scorso, evidenti fratture all'interno dello spogliatoio, non siamo di fronte a risultati del tutto deludenti e alla fine, al novantesimo, si ha la sensazione che i ragazzi abbiano dato tutto indipendentemente dal risultato finale. Da che mondo è mondo, per cacciare un allenatore, servono gravi ed evidenti problemi e non mi sembra la situazione sia questa. Tra l'altro, leggo e sento nomi da paura, ma se Delio Rossi potrebbe essere apprezzabile se Lopez andrà in contro a risultati negativi, Davide Ballardini mi fa quantomeno sobbalzare dalla sedia visti i recentissimi trascorsi e, di conseguenza, la retrocessione. Capisco la cessione di Diamanti ma non mi pare che il tecnico romagnolo ci abbia messo del buono per cercare di salvare il salvabile.
In attesa, quindi, di verificare quelli che saranno i prossimi risultati, il momento richiede la massima fiducia nei confronti di Diego Lopez, cercando di far lavorare in pace sia lui che la squadra, nonostante qualche stento (una vittoria in sette partite è poco, occorre riprendere) abbia instaurato un livello di tensione percettibile nella piazza. State però sicuri di una cosa, il fattore che decreterà se il mister potrà continuare su quella panca o se la nuova proprietà dovrà andare in cerca di un sostituto, è totalmente relativo ai risultati. Il calcio è spietato e non viene preso in considerazione altro se non i tre punti. Chiaramente, un Bologna troppo lontano dalla vetta e staccato anche dal secondo posto, metterebbe a forte rischio la permanenza del tecnico, mancando però solo tre partite al mercato di gennaio è necessario produrre un ultimo sforzo per rimanere attaccati al treno buono. Dal nuovo anno in poi, anche Diego Lopez - con nuove forze fresche dal mercato - sarà in grado di lottare per la vittoria del campionato. Un allenatore poco capace non è in grado di costruire questo gruppo dal nulla nel giro di quattro mesi, soprattutto dopo essere partito con una sconfitta in Coppa Italia contro una squadra di dilettanti. Il tecnico uruguaiano ha mostrato qualità, evitiamo di farci prendere dalla fretta se le assenze limitano il processo di crescita della truppa. Siamo ancora in ballo, diamo modo a Lopez di farci capire se qualche passo di danza riesce a metterlo in pratica. Da buon sudamericano, credo proprio di sì.
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