Giocatori meritevoli tra i titolari, più titubanti in panchina: a volte le cose semplici premiano
A volte il calcio è una cosa molto semplice: sbagliare meno premia. Oltre a tutto questo si aggiungono le componenti emotive, da sempre determinanti in un partita. Da questo presupposto parte la teoria della semplicità: far giocare chi in campo ha dimostrato di essere solido tecnicamente e mentalmente.
E allora già da sabato è lecito aspettarsi Ibrahima Mbaye e Mattia Destro in campo, così come Adam Masina in panchina. Andiamo con ordine. Il terzino senegalese è il miglior difensore della squadra, può giocare a destra e a sinistra e tutte le volte che è in campo il Bologna non prende gol. E' successo solo una volta contro l'Inter per via di un rigore disgraziato. Insomma, appare lecito chiedersi come mai il ragazzo parta perennemente come terza scelta a settembre e si ritrovi prima a marzo. Certo, l'infortunio, le non perfette condizioni, ma probabilmente meglio un Mbaye al 70% che un Krafth al 100. E pensare che anche lui stava per essere ceduto in estate. Capitolo Destro. A Verona ha giocato discretamente, soprattutto dopo il gol. Tolto al 55' con la squadra sotto, il ragazzo non ha fatto polemica e stretto la mano al mister, alla faccia di chi pensa che il numero dieci possa essere un problema. Ma con Di Francesco fuori e tanta gente che non tira in porta, perché privarsi dell'attaccante che negli ultimi anni è stato il miglior marcatore della squadra? Si parla di riuscire a sostenere le due punte (Palacio e Destro), un aspetto che metterebbe in crisi l'equilibrio di squadra. Partendo dal presupposto che l'equilibrio non dipende strettamente dal numero di attaccanti schierati (a meno che non ce ne siano 4, 5 o 6 in campo) ma dalla distanza tra i reparti e l'acume tattico in fase difensiva, non si può certo affermare che Mattia Destro in questi anni non si sia sacrificato in fase di non possesso. Tante volte il numero dieci in questi anni è stato visto disturbare l'avvio dell'azione avversaria sia con il pressing sui difensori sia con la marcatura sul regista avversario. Se c'è da sacrificarsi lo fa, quello che non gli riesce è addomesticare palle alte o fare sportellate con rocciosi avversari se gli vengono serviti palloni alla rinfusa dalle retrovie. Secondo punto: 5 gol presi nelle ultime 2 partite. Bene, la maggioranza di questi non sono dipesi dall'utilizzo di due punte. Col Crotone il Bfc ne ha presi tre con il 4-3-3, uno nel primo tempo con Di Fra in campo, due nella ripresa con Krejci e prima dell'ingresso di Destro. A Verona, se vogliamo dirla tutta, le reti nascono da clamorosi errori difensivi, due del portiere e due dei terzini. Se invece di preoccuparci di quello che succede sull'esterno ci preoccupassimo di inserire dei marcatori migliori o il portiere più in forma?
Masina. Il ragazzo è psicologicamente in difficoltà. Un po' è colpa sua, chiaramente le prestazioni non sono all'altezza, un po' per colpa dell'ambiente. La sostituzione punitiva di lunedì, giusta o sbagliata che fosse dal punto di vista dell'economia del risultato, ha sicuramente posto il ragazzo ancora di più nell'occhio del ciclone della critica. Il buon Masina ogni volta che tocca pallone al Dall'Ara prende fischi di default, come si fa a riproporlo sabato? Al primo appoggio sbagliato sarebbe surclassato dagli insulti. Mbaye a sinistra e Torosidis a destra la soluzione, tra l'altro contro una squadra che sostanzialmente attacca centralmente con un trequarti e la fisicità di Zapata. A proposito, con Duvan bisognerà stare attenti alle spizzate perché in più di una circostanza Giampaolo lo utilizza un po' alla Andersson.
In conclusione. Se dovessimo sempre e solo guardare alla sostenibilità delle due punte il Bologna, per come gioca a calcio e per la filosofia che ha, dovrebbe sempre inserire costantemente il pullman davanti alla porta. Se si guardano ai risultati è vero che il numero dei gol presi a partita sta aumentando, ma questo dato non ha una diretta correlazione con il modulo, avendo Donadoni comunque mantenuto di base il 4-3-3 nelle ultime partite e il Bologna sofferto anche quando si è difeso. E' successo a Bergamo per esempio, è successo anche a Genova, mentre con il 4-3-3 stava arrivando una scoppola sonora con la Lazio in casa. In sintesi, la scusante dell'equilibrio appare più che altro una preclusione voluta verso Mattia Destro, ormai chiaramente inviso a tanti qui in città nonostante il ragazzo in questa stagione sia una riserva conclamata. Eppure lunedì sera, appena è stato schierato con una punta a supporto, è tornato al gol ed è tornato sicuramente sui livelli di agonismo di un certo tipo. La teoria della semplicità: marcatori migliori dietro, giocatori capaci di fare gol davanti ed elementi inseriti il più possibile nel contesto giusto.
ps: Dzemaili? Va benissimo, non si può rifiutare, ma a patto che non significhi veder per tutto il girone di ritorno Donsah in panchina.
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