Nella comicità, le coppie più di successo, si fondano su questa base: c’è un attore principe ed una spalla. Molti pensano che il ruolo fondamentale lo ricopra il protagonista, ma in realtà è solo la coesione e la complicità dei due ad ottenere consensi, risate e performance ottimamente collaudate. Mentre scrivo, Tacopina e Saputo cercano di risolvere i loro dissidi probabilmente con un secondo incontro dopo quello di ieri. C’è la volontà di andare avanti, altrimenti avrebbero chiuso la faccenda sbattendosi le porte in faccia. Sinceramente non sono a conoscenza della presunta volontà di Tacopina a procedere da solo, del farsi carico di una società indebitata con la schiera di investitori americani estromettendo Saputo. In fin dei conti, l’avvocato newyorchese non è così ricco da poter gestire il Bfc da solo e non credo che il presidente voglia fare le scarpe all’amico canadese. Si parla di investimenti importanti, non solamente per l’aumento di capitale ma anche per la questione legata al Dall’Ara che può venire a costare dai 60 agli 80 milioni di euro. Da qui si capisce come la presenza di Saputo sia importante. Piuttosto, può trovare fondamento la tesi del Tacopina presidente con troppa voglia di gestire a modo suo soldi di altri. Ecco che allora si apre una crepa nei rapporti con il magnate canadese, che da investitore di maggioranza – così pare – vuole quantomeno dettare la strategia. In linea di massima ha ragione ed è su questo punto che l’attuale presidente dovrà, per forza, muovere un passo verso il patron dei Montreal Impact. Dall’altra parte, Saputo è a conoscenza dell’impatto di Tacopina con i tifosi, del grado di coinvolgimento che è riuscito a creare in queste settimane e di come possa diventare (o lo sia già) fondamentale per le sorti della nuova compagine. I primi fruitori del nuovo Bologna sono i supporter ed è a loro che bisogna rivolgersi mediaticamente, aspetto in cui Tacopina è maestro assoluto.
Buffo anche notare come il destino della provincialissima Bologna si giochi sul campo mondano della Grande Mela, una sorta di palcoscenico mondiale per una società di Serie B ma con 105 anni di storia e sette scudetti. Gli ossimori e le contraddizioni per quanto riguarda i rossoblù si sprecano, così come questo perenne stato tensionale che non ci lascia nemmeno dormire la notte, anche – e soprattutto – per il fuso orario. Battute a parte, è davvero necessario che Saputo e Tacopina si parlino in tutta franchezza senza perdere lucidità, qui c’è un bene dal valore inestimabile che ha bisogno come il pane di essere rilanciato, ci siamo vicini con l’arrivo di Fenucci, ma il processo deve essere completato con un presidente all’altezza e un investitore che ci metta i baiuc. Soprattutto, essendo a poco più di un mese dal calciomercato, bisogna assolutamente fare chiarezza e siglare l’accordo ufficiale con il nuovo direttore sportivo. Se per mantenere Saputo attivamente in squadra sarà necessario rivoluzionare alcuni aspetti tecnici, lo si faccia anche a dispetto di quelle che possono essere le opinioni da portico e di penna, perché i capitali made in Canada sono fondamentali per mandare avanti un progetto di rilancio impegnativo e che richiede tempo. E’ un rischio, c’è di fronte un mese di partite da giocare e la truppa deve essere stimolata a lottare e vincere ma diventa difficile far stare sul pezzo un giocatore che a gennaio sa che dovrà andare via. Sabato in trasferta tutto questo non si è visto per fortuna, con un Bologna in grado di approcciare la partita in modo determinato e volitivo.
Tornando al tema originale, non posso che ribadire la ferrea volontà di Tacopina nel portare a termine un acquisto difficile. L’ho incontrato al suo primo sbarco in città, lo seguito per le strade di Bologna, al Circolo Bononia, fino a mezzanotte in via della Zecca e nelle varie conferenze stampa, nei suoi occhi ho letto la stessa identica motivazione, quella volontà di appropriarsi di un club glorioso che aveva assoluta necessità di riprendersi una dignità. Ha portato dentro Saputo per tranquillizzare la piazza sulla solidità economica della cordata e non credo sia ora sua intenzione farlo fuori. Il canadese, da parte sua, si è preso il tempo necessario per pensarci e se ha accettato significa che l’operazione risultava compatibile con i suoi interessi. Se ci fossero stati sintomi di preoccupazione o di eventuali divergenze, Saputo non si sarebbe presentato il 15 ottobre assieme al presidente nella conferenza stampa di presentazione e, a monte, Tacopina non avrebbe acquistato il Bfc. Detto molto sinceramente, dopo aver portato a termine la parte più complicata di tutta l’operazione (strappare il Bologna a Guaraldi) troverei incredibilmente stupido mandare tutto all’aria per un disguido. Per quanto mi riguarda la situazione è semplice: Saputo ci ha messo più denari di tutti ed è giusto abbia un peso specifico congruo. Comandano i denari, è il gioco delle parti. Tutto questo senza ledere l’ottimo lavoro svolto da Tacopina nel ruolo di presidente. Cari Joe e Joey, siete fondamentali entrambi: andate avanti assieme.
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