Mi sono sempre piaciuti quei giochini da settimana enigmistica in cui vengono poste una di fianco all'altra due immagini apparentemente uguali, in cui però viene richiesta l'abilità nel trovare alcune piccole e insignificanti differenze. L'occhio a volte inganna e non sempre si riesce a portare a termine il compito. Succede. Qui però la missione è più facile, perché le divergenze sono incredibilmente individuabili rispetto alla foto sbiadita di un anno fa. Quando cioè si brindava assieme a Guaraldi e Zanzi e non alla presenza di Fenucci, Saputo e Tacopina, senza dimenticare Corvino. Il parallelismo poi tra la foto a Villorba, quando la vecchia proprietà rischiò di chiudere definitivamente la porta agli americani, rispetto a quella di qualche giorno fa durante la presentazione di Pantaleo Corvino può apparire, per certi versi, inquietante tra il cosa è e il cosa sarebbe potuto essere. Di pari passo si possono fare raffronti sul mercato a gennaio 2014 e quello odierno. Inutile che vi citi di nuovo Friberg e Ibson, il "mercato perfetto" oppure la cessione di Diamanti a febbraio. Inoltre, ricordiamo tutti quando in diretta tv Zanzi non seppe descrivere le caratteristiche del nuovo acquisto brasiliano, giocatore voluto fermamente da Guaraldi in persona. Altro segnale di una società allo sbando, in cui il responsabile del mercato venne esautorato da alcune operazioni pur rimanendo sotto contratto. Insomma, caos e confusione totale, il tutto propedeutico ad un solo ed unico risultato: la retrocessione. Da lì il passo successivo è semplice: punto di penalizzazione per mancati pagamenti Irpef.
E così, mentre a Bologna arrivavano due sconosciuti, oltre ai prestiti di ritorno come Pisanu, Paponi, Rodriguez e altri, alcuni poi effettivamente ceduti di nuovo, ad un anno di distanza ci ritroviamo alle spalle trattative di livello con Giovinco, Saponara e Ilicic, il neo acquisto Sansone che bolla al debutto invece di presentarsi sovrappeso come Ibson, per concludere con Gastaldello, Krsticic ed Mbaye ad un passo mentre Rodriguez (pensateci, è incredibile) pronto per il Lugano dopo aver risolto il contratto. E' il secondo a rescindere dopo Friberg, due operazioni mai viste prima in piena Era Zanzi. C'è ancora lavoro da fare con Pazienza, Yaisien, Riverola e altri, ma è innegabile come sia riuscito a fare di più Corvino in tre mesi che i predecessori in tre anni. Certo, ci sono le possibilità economiche per transare un contratto, ma è anche vero che per portare a termine certe operazioni serve avere credibilità, l'autorità di poter mettere sull'uscio un giocatore privo di funzionalità e a cui è inutile continuare a pagare un ingaggio per starsene seduto in poltrona. Infatti, solo quando si sono palesati in tutto il loro fragore i problemi economici del Bologna, si è pensato di mettere in atto una tattica di rinegoziazione degli ingaggi, sostanzialmente è stato come presentarsi dai vari giocatori col cuore in mano e sperando in un gesto misericordioso.
L'esempio calzante in questo caso è quello di Ibrahima Mbaye, terzino che in un primo momento aveva scelto di andare a Cesena a retrocedere piuttosto che a Bologna per rilanciarsi nel grande calcio. In quel caso, incassato da Corvino il no, si è andati su altri obiettivi (più o meno concretamente non lo so, l'importante è che i nomi siano usciti) per far capire come le alternative fossero già pronte e tutta sta fretta di avere Mbaye solo un'impressione giornalistica. A quel punto, con il Cesena impossibilitato nel trovare l'accordo con l'Inter, anche l'agente Accardi ha dovuto riallacciare i contatti con Corvino dopo il no secco di due giorni prima "abbiamo declinato l'offerta rossoblù", disse. Ecco, servono i soldi, chiaro, altrimenti non trovi un punto di incontro con società come Fiorentina, Inter o Juve, ma serve anche saperli spendere bene se non vuoi farti prendere alla gola sul mercato. In questo modo, invece di essere a tu a dover abbassare la cresta per prendere un calciatore, ti ritrovi nella situazione inversa. L'autorevolezza è tutto. Abbiamo denaro e lo spendiamo in maniera funzionale, un anno fa eravamo poveri ma continuavamo a sperperare risorse. Trovate le differenze signori miei, non si tratta solo di portafoglio grosso, credetemi, ma anche e soprattutto di competenze. Quelle, non si comprano.
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