Il motto più efficace coniato da chi tifa Bologna da anni è sostanzialmente questo: “Fino alla fine”. In questa frase c’è tutto: tifare rossoblù in qualsiasi circostanza, nonostante i problemi e gli spasmi che ci perseguitano da anni e cantare a squarcia gola dal primo minuto al novantesimo di ogni partita. Lo spirito che supporta i pazienti tifosi bolognesi è questo qui, un tenace incitamento alla propria squadra del cuore a dispetto di tutte le vicissitudini che ci hanno accompagnati. Eccolo il significato più puro del termine: attaccamento. Sì, perché ce ne vuole tanto nel sostenere una squadra che negli ultimi quaranta anni ha portato a casa un Intertoto e negli ultimi dieci è ripiombata in B due volte, senza contare tutti quei presidenti inadeguati che si sono succeduti sullo scranno principale. Tutto questo amore verrà dimostrato anche oggi, in Serie B, contro una diretta concorrente che richiama (non solo per il giorno in cui si gioca) un match da Serie A. Oggi si disputa Bologna-Bari e magari, fra le tribune del paradiso, ci sarà anche Ingesson a guardare le sue ex squadre... Chissà che un raggio di sole non filtri fra le nubi illuminando il Dall’Ara durante il riscaldamento, quando i ventidue indosseranno la maglietta in suo onore. Eccolo un altro motivo che testimonia l’attaccamento dei rossoblù alla squadra: esserci anche quando il meteo non promette bene (come domani) e sai che non stai andando a tifare in uno stadio moderno, totalmente coperto e sopratutto agibile. Una storia romantica e a tratti commovente, insomma, ma il mantra “Fino alla fine” deve anche (e soprattutto) valere per la truppa, di recente caduta in quella disgrazia psicologica chiamata "paura di vincere". Iniziano ad essere troppe (per non dire croniche) le partite gettate negli ultimi minuti di gioco e stavolta, di domenica, davanti al proprio pubblico, non dovrà accadere. Serve concentrazione, serve continuare a proporre il proprio gioco anche se si dovesse andare in vantaggio e non rinchiudersi dietro nella speranza di affidarsi alla buona sorte e al fatto che gli avversari potrebbero non punirci. No, anche perché accade esattamente il contrario. Tra l’altro, una grande squadra non deve assolutamente fornire appigli a chi si trova di fronte, bensì continuare a comandare e schiacciare a sua volta l’avversario, magari andando a segnare il secondo gol.
Nell’ultimo mese il Bologna non è riuscito a comportarsi da big e ha pagato a caro prezzo questa prova di maturità non superata. Sia chiaro, alti e bassi all’interno di una stagione lunga possono verificarsi, ma arriva il momento in cui si cambia rotta e si diventa adulti, altrimenti si farà sempre fatica a vincere i campionati. Ora al Bologna serve una vittoria convincente con due gol di scarto, oppure soffrendo come sempre senza farsi rimontare. Serve la partita della svolta, quel farcela dove prima non si era riusciti e quel prendere coscienza delle proprie capacità mentali una volta per tutte. La mente ha bisogno di pensare positivo deve trovare un finale dolce per non restare ancorata alle negatività del passato.
Oltre a tutto questo c'è anche il puro dato numerico. Con tre punti oggi il Bologna salirebbe al terzo posto, scavalcando cinque squadre e guadagnando due punti sulla capolista che ieri è stata fermata dal Frosinone in casa. Tra l'altro, presentarsi a Catania da terzi della classe piuttosto che ottavi può fare tutta la differenza di questo mondo. Insomma, mai come questa volta il motto "Fino alla fine" risulta più che azzeccato, il Bologna dovrà giocare con tenacia, determinazione e concentrazione per novantacinque minuti e non solo ottanta. Giusto per non regalare il classico quarto d'ora di notorietà a qualche sconosciuto avversario. Di sicuro eviteremo di nuovo la riproposizione di Abero, che in questo match è fuori dalla lista dei convocati. Chissà che non porti fortuna... Sicuramente, gli occhi dei tifosi saranno puntanti anche su Lopez e sulle scelte che il mister farà in corso d'opera, soprattutto per quanto riguarda i cambi last-minute, il suo tallone d'achille. In settimana, dopo i risultati scoraggianti delle ultime partite a pochi istanti dal fischio finale, l'allenatore ha trovato la rinnovata e sincera fiducia dei suoi giocatori, che hanno ribadito a più di un microfono e di un giornale che la colpa e le responsabilità di questi "maledetti" punti persi dopo il novantesimo, non sono da imputare al mister ma alla propria mancanza di lucidità e controllo della situazione in campo. Sicuramente, al di là dei cambi, abbiamo tutti visto un Bologna giocare con grande personalità, grazie anche al ritorno al gol di Cacia e agli equilibti ristabiliti a centrocampo con l'innesto di Bessa per Buchel infortunato. Ma non basta. "Fino alla fine" significa che anche oggi, dovranno fare l'impossibile per non vanificare l'eventuale vantaggio conquistato, fosse anche un gol di Troianello al novantunesimo. Che si tratti del miracolo di San Gennaro o di altri palloni stregati, ci aspettiamo che il mister e la sua truppa non facciano... "orecchiette da mercante", e riescano ad intuire l'importanza di questo match come se fosse l'ultima del campionato. Perché domani sera, alla classifica, cominceremo a guardarci e mi piacerebbe poter fare l'occhiolino a Klas dalla tribuna stampa del Dall'Ara... a quella del Paradiso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA