“Cosa vuoi di più dalla vita? Un Lucano!”. La storica pubblicità del celebre Amaro prodotto in Basilicata, terra natia di Gianluca Sansone, rafforza la convinzione che il Bologna di Corvino ha esordito nel 2015 con aspettative ambiziose e una decisa volontà di tornare a competere con le Signore della massima serie. Del resto, “parliamo di una piazza che con la B c’entra poco”, ha dichiarato l’ex Samp, un giocatore che ha già avuto occasione di assaggiare il retrogusto amaro (per l’appunto) della serie cadetta giocando al Frosinone nell’annata 2010-2011. Un campionato che ha visto il potentino segnare 10 reti su 35 presenze proprio con una delle squadre attualmente in corsa per la promozione diretta insieme al Bologna e al Carpi.

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L’arrivo di Sansone, insomma, rappresenta l’emblema di un passaggio di consegne (quello da Fusco a Corvino) che porterà nuova linfa, energia e dinamismo al resto della truppa, ma che ad un tempo dovrà integrarsi al delicato equilibrio istituito dal mister Diego Lopez con il suo modulo 4-3-1-2. Nel vivo del calciomercato, tra un falso allarme e un affare fatto con questo o quel centrocampista/difensore/portiere, proviamo quindi a domandarci con quali pesi e quali misure Lopez farà giocare la seconda punta in tandem con Cacia. Anzitutto, come ha specificato proprio Sansone, le qualità e il valore aggiunto del nuovo acquisto sono i calci piazzati e i corner, mentre l’ex Verona è senza ombra di dubbio più efficace di testa e nella mischia sotto i pali. In poche parole, Lopez dovrà allenare due personalità molto diverse ma complementari in termini caratteriali e tecnici, che insieme potrebbero accendere scintille. Sotto il profilo psicologico, dopo tutto, il novellino numero 11 non è poi così estraneo allo spogliatoio di Casteldebole: qui ritrova Troianello e Laribi, due compagni di classe che lo hanno affiancato in neroverde e, stando ai precedenti, credo il ruolo di Karim possa dare ulteriore slancio alle doti del “Piccolo sole” (come Gianluca è soprannominato dai tifosi lucani e non).

Fermo restando che siamo nel 2015 e il vento per il BFC è decisamente cambiato, adesso bisognerà pensare seriamente all’assetto della rosa in vista del kick-off contro il Perugia, attualmente al decimo posto in classifica. Come non dimenticare la sconfitta al Curi, durante la mia prima trasferta da addetto ai lavori che ha inaugurato una stagione ricca di colpi di scena, con il passaggio di proprietà e la ripresa del BFC, da capolista per una notte a terza in classifica per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Al girone di ritorno, i grifoni di Camplone dovranno fare i conti con un Bologna completamente diverso dalla testa ai piedi, nel vero senso del termine; la testa è quella di una società a stelle, strisce e foglie d’acero, con Saputo-Tacopina al comando di una rinnovata gestione finanziaria-amministrativa (Fenucci) e tecnica (Corvino). I piedi sono quelli dei nuovi acquisti, che oltre a Sansone potrebbero includere Ilicic e Saponara. Nell’arco di un intero girone di andata le cose sono cambiate, per non dire stravolte, e la sensazione di un Perugia pronto per la A ha fatto spazio ad un Bologna grande favorito nella sfida di lunedì 19 e, con questo mercato di prima fascia, tra i candidati principe per la promozione.

Inutile ripetere che ci sarà da lavorare molto e risalire i portici di San Luca non basta: è indispensabile che l’allenamento sia propedeutico ad una amalgama compatta e solida fra le varie personalità e i ruoli che andranno a formare il BFC in questa seconda fase, altrettanto complicata e insidiosa.

La preoccupazione maggiore va proprio al lavoro del mister uruguaiano: non dimentichiamo che Lopez è stato capace di assemblare e creare coesione fra elementi di una squadra creata con zero risorse (da Fusco) e in un clima di grande tensione societaria. Se ha saputo affrontare quel periodo, uscendone a testa alta, è stato sopratutto un suo merito, a dispetto di quanti remavano contro e ambivano a nomi più blasonati. Un uomo che ragiona “partita per partita” non si farà intimidire se cambiano le carte in gioco, sopratutto se la carta è un asso nella manica come Gianluca Sansone e il tavolo verde è un campo “invertito” che ci vedrà scendere al Dall’Ara con spirito di rivincita e rabbia di conseguire risultati positivi e punti contro le avversarie affrontate in trasferta.

Cerchiamo di non abbassare la guardia e brindiamo al nuovo anno con un bel Lucano!

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