Joey Saputo è stato "promosso" di grado nell'organigramma societario. Il magnate canadese della mozzarellissima è passato da semplice consigliere a "chairman", in italiano: presidente. Nessun duplice ruolo e nessuna poltrona per due con Tacopina: l'avvocato americano tesserà le fila sul territorio nel ruolo di presidente operativo, mentre il canadese comanderà le operazioni all'interno del cda, assumendosi ogni tipo di delega tecnica. Da una parte si convogliano risorse e consensi nel Bologna, dall'altra si passa alla costruzione di un Bfc più competitivo dal punto di vista tecnico. E' l'ulteriore prova della credibilità rappresentata dalla nuova cordata, ora nelle più floride mani (dal punto di vista economico) di Saputo. Insomma, i soldi ci sono. Da qui a martedì verranno versati, fermo restando che in cassa ci sono più di dieci milioni tra quelli lasciati dalla precedente gestione e quelli versati da chi è subentrato. Mica poco! Sulle prossime scadenze - le nuove forche caudine, neanche davanti avessimo chi ci ha già "regalato" una possibile penalizzazione - non dovrebbero esserci problemi. Saputo garantisce dal punto di vista economico e finanziario, ma lo farà anche per quanto riguarda il calciomercato. Infatti, il nuovo direttore sportivo (lo è già da più di un mese) sarà Pantaleo Corvino, da tutti considerato uno dei migliori in Italia. Gli ultimi vent'anni di carriera parlano per lui. bene a Lecce e benissimo a Firenze, il dirigente salentino è un nome unanimemente riconosciuto nell'ambito calcistico italiano ed estero e presentarsi all'Ata hotel con lui rispetto che altri, rende il Bologna finalmente una società credibile e con cui sarà necessario parlare con rispetto.

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Capite bene che il passo avanti rispetto al recente passato è doppio (se non triplo); non sto ovviamente parlando di Fusco, il quale ha fatto il massimo possibile con le risorse a disposizione. Diciamo che aver avuto Corvino in Serie A qualche stagione fa avrebbe agevolato di molto le cose, ma resto fermamente convinto che la società precedente non avesse la credibilità per ingaggiare un personaggio di simile fattura. Ora questa credibilità c'è, così come sta per spalancarsi un mondo nuovo di fronte a noi, una gestione del tutto innovativa per il nostro modo di pensare e - lo dico sinceramente - poco importa se Tacopina ha il 20% delle quote o Marsili il 5%; il punto fondamentale è che Saputo ha la maggioranza grazie ai suoi capitali che, se spesi oculatamente, consentiranno al Bologna di smettere i panni della povera squadretta da bassi fondi di periferia per indossare finalmente, quelli di nobile dal sangue blu.

Tuttavia, il fatto di essere più ricchi di prima non significa, per estensione, spendere e spandere in ogni dove, bensì ridare solidità al club e allo stesso tempo sviluppare un progetto tecnico capace di generare plusvalenze corpose. Il tutto in attesa che la società tragga ulteriore beneficio dagli introiti del nuovo Dall'Ara. Eccolo il ruolo di Corvino: trovare giovani giocatori di talento come successo a Lecce e Fiorentina, generando ritorni di cassa corposi grazie a qualche cessione mirata. Soprattutto, riuscire a sfoltire finalmente la nostra rosa ancora troppo ingombrante e costosa. In fin dei conti, se Corvino è riuscito a sbolognare Felipe Melo alla Juve per 14 milioni di euro, significa che il dirigente salentino ci sa fare non solo con gli acquisti, ma anche con le cessioni. Parliamoci chiaro: questa è musica per le nostre orecchie. Siamo passati dallo svendere qualsiasi cosa, acquistando inutili comparse nel mercato di gennaio, ad un passo dallo scovare talenti a basso prezzo da rivendere a milioni di euro. In sostanza, ci troviamo dinanzi al coronamento di un sogno che coviamo da troppo tempo e che sta divendando realtà. Il punto di arrivo sarà quello di raggiungere i grandi livelli e tornare a competere con le squadre della massima serie. Parafrasando due proverbi si potrebbe dire che "Chi è ben Saputo è a metà dell'opera" e "con Corvino di sera... bel tempo si spera!".

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