Ormai ci eravamo abituati a parlare di un BFC a stelle e strisce, esprimendo parole di encomio verso il Presidente Tacopina e la sua pragmatica quanto ambiziosa visione da Yankee innamorato dei nostri colori. Il carismatico Joe ha conquistato la piazza bolognese e abbiamo tratto un sospiro di sollievo nel constatare la chiusura definitiva delle pendenze legali che gravavano sulla sua reputazione da oltreoceano, gettando un’ombra minacciosa sotto le Due Torri considerate dall’avvocato una seconda casa. Anche se la vicenda con il collega Tim Parlatore non è chiusa.

Al suo fianco, nel bene e nel male, lontano o vicino, abbiamo sempre visto il co-protagonista Joey Saputo, il re della Mozzarellissima che ha intuito sin da subito il potenziale del club e non ha esitato un istante ad investire dollari ed energie in un progetto di lunga durata che ha come obiettivo primario il ritorno del Bologna in serie A. Una meta che sembrerà ancor più vicina in data 15 dicembre, quando sarà confermato il versamento dei restanti 6Milioni per l’aumento di capitale e il saldo degli stipendi per il 2014. Versamento che in realtà potrebbe avvenire già oggi.

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Queste le premesse e le finalità di una storia ancora troppo calda e recente per concederci il lusso di giudicare se si tratta o meno di un momento d’oro per il BFC; possiamo solo augurarci che tutto vada come deve andare - direbbe Max Pezzali -, soprattutto dopo l’arrivo di Fenucci e l’annuncio di un Corvino DS in pectore nonché pacifico coinquilino di Filippo Fusco.

Gennaio 2015, d’altra parte, è dietro l’angolo così come le attesissime manovre di calciomercato. Dopo le foto di rito in conferenza stampa, i bisticci telefonici, i summit di Manhattan e i pranzi a base di tartufo, è inevitabile domandarsi come e in che misura agirà il nuovo Chairman canadese per coniugare le proprie ambizioni con quanto costruito dal suo collega e partner Tacopina in questi mesi di lavoro sul campo, con i media locali e insieme ai tifosi rossoblù. Anzitutto, dovremmo aggiornare il nostro taccuino di metafore filo-americane, annotando da qualche parte i riferimenti alla foglia d’acero rossa che campeggia sulla bandiera del Canada e strappando qualche aneddoto a Di Vaio in merito al suo lavoro con i Montreal Impact. Poi inizieremo a immaginare Saputo alle prese con la degustazione del nostro rinomato Parmigiano o intento a disquisire con qualche "zdoura" circa il ripieno dei tortellini e la “filantezza" del suo formaggio nella lasagna made in Bologna. Pian piano anche Joey diventerà uno di famiglia e le nostre aspettative nei suoi riguardi aumenteranno: ci aspetteremo che sia presente, fuso orario incluso, quando si gioca una partita importante e che il suo inserimento nella diligence collaudata non alteri alcun equilibrio, semmai rafforzandolo e contribuendo a consolidarne i ruoli.

La verità è che non esiste un prontuario o un almanacco sportivo dove i presidenti di ieri, oggi e domani possono imparare “come si torna in serie A dopo una retrocessione”. L’unica condizione richiesta è una base economica importante su cui cementare un progetto di sviluppo concreto, oltre alla necessità imprescindibile di competere con un team coeso quanto determinato a giocare per vincere. Certo è che che possiamo fare considerazioni attendibili sui risultati conseguiti da Saputo come presidente dei Montreal Impact, dal momento che il nostro chairman non ha precedenti quale investitore in Italia in ambito calcistico o sportivo tout court. Mentre su Tacopina potevamo tracciare un profilo di leader più netto sulla base delle azioni compiute con la Roma, in merito all’imprenditore canadese possiamo fare un raffronto con l’impulso dato da Joey al gioco del calcio nella propria città (la fondazione degli Impact e a costruzione stadio Saputo) e fidarci dei suoi dollari canadesi come abbiamo fatto con quelli di marca statunitense.

Sicuramente, per conquistare la nostra fiducia non basterà ripetere fino alla nausea che l’obiettivo è tornare in A: per troppi anni la massima seria ha rappresentato solo una lettera dell’alfabeto per il nostro blasonato club, illuso di poter crescere e tornare ai fasti di un tempo mentre precipitava nel baratro. Non vado pazzo per il Carnevale, ma se proprio dobbiamo far festa, l’anno prossimo vorrei gettare i coriandoli in aria esultando per l’arrivo di un paio di giocatori che potranno fare la differenza e regalarci davvero la promozione, per il resto mi basterà sapere che i nostri eroi onoreranno le scadenze e agiranno sempre per il bene del BFC “per molti anni”, come loro stessi hanno ribadito alla stampa. Credo che con Joey filerà tutto liscio.

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