Non ho sbagliato titolo, e se l'ho fatto è voluto. Il match winner della trasferta di Varese – a mio modo di vedere – è Luca Ceccarelli. Con lui in campo si è ricomposta con Franco Zuculini quella coppia che tanto bene ha fatto nel girone di andata. Molto più fluido il gioco su tutto il fronte appena è iniziata la ripresa, subito tre palle gol salvate dal portiere e poi altrettante reti a sancire il risultato finale. Si è salvato con un terzino Diego Lopez, uno di quegli acquisti estivi passati sotto traccia per via un giocatore da tanti considerato finito e che invece, dopo tre-quarti di campionato, può essere diventato determinante per le sorti del Bologna e del proprio mister. Ad ogni modo: brividi puri all’Ossola. Primo tempo quasi ignobile concluso con il vantaggio di Corti a sancire, virtualmente, l’esonero del mister. Così, mentre i social network inveivano contro Diego Lopez e invocavano l’ingresso immediato di Sansone, il tecnico uruguaiano chiamava in campo il fedelissimo Ceccarelli, col senno di poi la scelta giusta. In questo modo, il migliore del primo tempo (Zuculini) ha potuto dominare la fascia destra andando vicino al gol in un paio di circostanze e servendo palloni interessantissimi al centro dell’area. Uno di questi per la rete decisiva di Cacia. Ecco, chi ironizzava martedì sul rendimento dell’argentino – proclamando la classica teoria del “un solo uomo non cambia le cose” – oggi dovrà ricredersi, non solo perché Zuculini ha dimostrato di essere fondamentale, ma anche per via della pericolosità che il Bfc fornisce sulla fascia di destra grazie a lui, alla sua voglia di fare e alla giocata rischiosa che Franco prova sempre. In sintesi: Zuculini è in grado di accendere una manovra statica e piatta. Lopez, lo speriamo, un giorno ci spiegherà i motivi dell'esclusione per oltre un mese di un giocatore come questo, ovvero uno dei pochi capace di accendere la luce.

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Fino a qua le chiavi della partita, poi c’è il resto. Il partito degli anti-Lopez non si ricucirà con quello dei pro nemmeno dopo questa vittoria. E’ normale, in fin dei conti il Bologna ha rischiato di perdere malamente contro la peggiore della classe. La sensazione è che questo modulo faccia fatica e la testardaggine nel riproporlo esagerata. Ci sono poi gli uomini, nella fattispecie tre che – analizzando il match odierno – dovrebbero sempre giocare: Ceccarelli, Zuculini e Sansone. I primi due asfaltano la fascia, il terzo tira splendidamente in porta. Comunque sia, la vittoria di oggi ricalca molto quella di Lanciano, con il Bologna sesto all’intervallo ma secondo alla fine, oggi invece lo spartito avrebbe potuto prevedere l’esonero del mister al quaranticinquesimo; fortunatamente i match durano novanta minuti. Fondamentali dunque questi tre punti che permettono di allungare su Vicenza e Frosinone, e pazienza se il Carpi continua a vincere perché, dopo le tragedie casalinghe, noi tutti abbiamo cominciato a guardare dietro piuttosto che davanti. Brutto da dire per una squadra che si chiama Bologna, ma è chiaro come la sceneggiatura abbia presentato una formazione più costante, dinamica e cinica della nostra.

Si va avanti dunque con l'hombre vertical nonostante per molti sia ritenuto inadeguato per la missione, certe scelte non convincono così come il suo rapporto con la stampa, ma fin che il livello della B sarà questo qualche errore può essere sanato. I ragazzi del Varese, ad esempio, non sono stati capaci di mettere due passaggi in fila e al primo refolo di vento sono sbandati come se navigassero con una cinquecento sul ghiaccio. Insomma, abbiamo fatto fatica per un tempo contro una formazione di C. Non bene. Poi ovvio, è arrivata la quinta vittoria consecutiva in trasferta e i problemi, magicamente, sono svaniti. Almeno per i sostenitori del mister. Tra parentesi, non succedeva dal 1964 una fila di vittorie così lontano dal Dall'Ara: chissà che non possa essere una bellissima coincidenza a fine stagione. Teniamoci stretta questa vittoria dunque, passare dalla disperazione all'esaltazione nel giro di un'ora non fa bene alle coronarie e tutto sommato per come si era messa in pochi ci credevano. Ad ogni modo, la speranza è che Lopez abbia capito quali giocatori sono imprescindibili per questa squadra, quelli che in ogni situazione vanno sempre schierati in campo. La sensazione, invece, è che sia ancora necessario migliorare anche se l'importante è che i ragazzi continuino a dimostrare unità e coesione. A volte basta per farti vincere una partita contro una squadra nettamente più debole. Ecco, non so se a Carpi sarà così tra tre settimane, ma viste le premesse che si erano create all'Ossola...oggi può andar bene così.

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