La premessa è questa: considerando gli sviluppi del match, un punto va benone. Per una volta sono stato oracolo, pronosticando una partita difficile per i rossoblù sentenziando quasi in maniera netta un pareggio stentato. Effettivamente è successo. Non si tratta di veggenza, semplicemente di analizzare dal punto di vista tattico la partita. Un Frosinone con queste caratteristiche si accoppia alla perfezione con un Bologna privo di regista. Certo, Lopez avrebbe dovuto tentare la carta Bessa in posizione centrale fin da subito, ma effettivamente, inserire Casarini al 70% nel dispendioso ruolo di mezzala, sarebbe stato un rischio. Soprattutto senza ricambi in mediana. Pensate se Federico fosse uscito per un affaticamento, dopo aver corso avanti e indietro a centrocampo in condizioni non ottimali. Apriti cielo. “Come si fa a mettere un giocatore a mezzo servizio fisicamente in un ruolo di corsa?” avrebbero sentenziato tutti. Stavolta no, non me la sento di accusare il mister con un centrocampo ridosso all’osso e magari con un Abero da pescare in panchina. Lopez non è stato irreprensibile ed esente da errori in alcune fasi, ma affrontare il Frosinone senza alternative a centrocampo è dura per tutti. Che poi, va benissimo criticare la fase di possesso palla, però alla fine, ancora una volta, i gol subiti dal Bologna sono due regali. Un corner e una punizione sulla trequarti per un pallone banalmente perso, se poi ci mettiamo anche l’autogol abbiamo il quadro a tinte fosche bello che dipinto.

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Ecco, siccome so benissimo che il tifo rossoblù fa presto a farsi trascinare da entusiasmo e sconforto, percepisco come possa essere controproducente per me tentare di mantenere un minimo di raziocinio verso l’attuale Bologna, senza sparare a zero verso una prestazione complicata e insufficiente che ha portato a un due a due contro la seconda della classe. Tra l’altro, per quanto visto oggi, il Frosinone merita al momento di stare lì. Il Bologna così costruito non è da promozione diretta (questo l’ho sempre ribadito) ma non è nemmeno l’accozzaglia che qualcuno tenta di farci passare sotto il naso. Ci sono dei valori indiscutibili per la B, e Matuzalem è uno di questi. Mi soffermo su di lui perché in tanti, soprattutto in estate, lo avevano definito bollito, un acquisto di un direttore sportivo senza portafoglio. Invece no, già nella prima amichevole estiva sottolineai l’importanza futura del regista brasiliano, oggi abbiamo avuto l’ennesima prova. Ho aperto la parentesi solo per ribadire come sia sempre rischioso esporsi in duri giudizi in maniera affrettata. Lo feci io con Oikonomou salvo poi ricredermi, anche se ieri qualche errore di troppo si è ripresentato.

Insomma, leggo giudizi duri, talvolta esagerati, quasi come il Bfc fosse tornato indietro di un anno e nei bassifondi della A. Credo sia troppo facile cavalcare l’umore del momento per una partita giocata sottotono. Non so, penso che il Bologna nel suo undici titolare sia competitivo, ma che vada profondamente in difficoltà quando si tratta di attingere dalla panca, d’altronde costruire una rosa lunga con zero euro diventa complicato. Tra l’altro, trovo francamente inconcepibile come si possa passare dall’Oikonomou eroe a quello brocco tutto d’un colpo. Manteniamo lucidità, se abbiamo sempre sostenuto l’insufficienza della rosa per la promozione diretta, non possiamo pensare che i rossoblù facciano un sol boccone degli avversari che si palesano di fronte. Se partiamo dal presupposto che la missione è rimanere agganciati o vicini alla seconda posizione, in automatico capiamo che il Bfc in un certo senso ci sta riuscendo, nonostante a volte faccia arrabbiare pure me per errori banali e da dilettanti. E’ da mettere in conto che si possa andare in difficoltà contro una squadra ben organizzata, compatta e ottimamente diretta dalla panca, soprattutto se tu sei privo del fulcro del tuo gioco. Per questo motivo, avendo comunque il Bologna steccato pochissime volte (Crotone ed Entella in casa, tanto tempo fa ormai) trovo profondamente esagerati i fischi piovuti dal pubblico già nel primo tempo, quasi come a sentenziare un ritorno al passato e una fatiscenza calcistica conclamata e irreparabile. Se si fischia questo Bologna, che comunque nella ripresa ha lottato creandosi anche l’occasione per vincere, quello della passata stagione meritava l’invasione di campo e la sospensione delle partite per manifesta inferiorità. Ve lo scrive uno che non gradì nemmeno i fischi dopo Bologna-Lazio zero a zero alla prima di Ballardini, partita che, vedendo le successive, è stata una delle migliori. Giusto per ricordare lo spettacolo che eravamo costretti ad ammirare. Non sto qui a dire le solite cose, tipo il campionato lungo e che c’è tempo (non è vero, siamo quasi a metà e il Carpi scappa) ma semplicemente invito tutti a mantenere un profilo meno estremista sia nel bene che nel male, perché questi ragazzi, con tanti difetti, hanno bisogno di sentire il calore del pubblico per rimanere in scia fino a gennaio. Il vostro appoggio se lo meritano, anche perché, nonostante la prestazione sottotono, una reazione sono riusciti a produrla. Non è bastato per vincere, peccato. Dopo la sconfitta con il Crotone eravamo da C, al termine dei sette risultati utili consecutivi fenomeni lanciati verso la A, invece stiamo nel mezzo; competitivi ma incompleti, con difetti ma anche tanta grinta. Certo, una vittoria nelle ultime sette non è tanto, alcune sono sfumate per cambi discutibili ma il pari di oggi è palesemente figlio di due assenze importanti a centrocampo. In sintesi, non c’erano molte armi con cui poter intervenire. Servono rinforzi e lo sappiamo, i fischi, invece, decisamente no.

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