~~Credo che con tre acquisti il Bologna possa tornare in Serie A. Dico di più, anche se è difficile, non butto nel cestino dell’immondizia nemmeno l’ipotesi di poter tentare un aggancio impossibile al Carpi. C’è un livello troppo basso e un Bfc comunque competitivo, con tre innesti (e una marcia in più) può senza dubbio scavare un piccolo solco sulla concorrenza e sperare in un assalto alla vetta. Parliamoci chiaro: Catania, Bari e Livorno – la favorite della vigilia – si rafforzeranno e tenteranno di risalire per agganciarsi alle ultime chance promozione, ma lo farà anche il Bologna e per di più partendo avanti rispetto alle altre. Soprattutto, gli etnei, coloro che avrebbero dovuto ammazzare il campionato, si ritrovano addirittura in zona retrocessione. La situazione climatica e psicologica è tutt’altro che positiva, non ci sono i presupposti attorno e dentro la squadra rossazzurra per recuperare. Insomma, è tutto da ricostruire e per Marcolin il lavoro non sarà facile. Anche a Livorno c’è stato il cambio di allenatore, con un Siligardi da mesi promesso sposo a Verona (vedremo se succederà) e un Galabinov non pienamente coinvolto negli schemi tattici. Il bulgaro non si sente valorizzato, chissà che il nuovo mister non cambi le cose. Ad ogni modo, quando la situazione è di subbuglio con attriti, cambi di guida tecnica e perenne confusione, è sempre dura trovare la quadratura del cerchio per tanto tempo. Certo, può arrivare una spinta propulsiva nell’immediato – come spesso accade quando si cambia allenatore – ma è complicato farla durare per tutto un girone di ritorno. Anche a Bari non stanno meglio, sono partiti con aspettative troppo alte per il vero valore della rosa e questo ha portato molta pressione sui pugliesi, non solo dagli addetti ai lavori ma anche dal tifo, spinto dalla grande cavalcata della stagione precedente e con una squadra sull’orlo del fallimento. Sul banco degli imputati, dopo Mangia, è finito il Ds Antonelli per un mercato non in linea con gli obiettivi. Si parla di una sostituzione in quel ruolo con il romeno Zamfir, una specie di consulente esterno come fu a Bologna, un anno fa, con Bagni. Sapete poi cosa è successo. Ovviamente perché non è mai salutare affiancare una specie di tutor al ruolo di direttore sportivo, o si cambia in toto la dirigenza oppure si continua. Le vie di mezzo rimangono tali: né bianco, né nero.



Ecco perché vedo il Bologna favorito. Ci sono capitali, c’è Corvino e c’è un ritrovato blasone di una squadra da sette scudetti. Non pizza e fichi. Ecco, siamo diversi, nella dirigenza, nel presidente e nel proprietario, abbiamo finalmente tutto per fare le cose perbene. Non vedo perché, anche alla luce di una ritrovata chiarezza societaria, il Bologna debba temere gli altri. Ecco, penso che da ora in avanti toccherà solamente a noi fare il nostro dovere grazie alle nostre capacità e non dovremo più guardare in casa di altri. O meglio: sperare nelle sfortune degli avversari. Non vorrei spargere troppo ottimismo, magari anche portando sfortuna, però il vento è cambiato e mi pare che su tutti i settori noi stiamo meglio. Dobbiamo migliorare la squadra e Corvino lo farà, dobbiamo aumentare il nostro livello e sicuramente le avversarie cercheranno di fare l’impossibile per batterci, non sarà facile (noi dobbiamo guadagnarci ogni singola briciola) ma sono sicuro che col nuovo corso qualcosa di grande e bello si potrà festeggiare in primavera. Abbiamo tutte le carte in regola per dettare legge, abbandonando l’utopia di una dirigenza di livello che da sempre abbiamo riscontrato in altre realtà e non da noi, lasciando alle spalle una gestione inopinata e scriteriata e dando vita ad un modello innovativo che saranno le altre a dover emulare ed invidiare.

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Butto lì tre nomi come Sansone, Krsticic e Rafael, tre possibili nuovi acquisti che renderebbero (secondo me) il Bologna tra le migliori tre del campionato, fermo restando che un terzino dovrà arrivare unito ad un altro rinforzo in attacco. Siamo secondi e con uno dei dirigenti più bravi in Italia, abbiamo tutte le risposte che ci servono per puntare alla promozione. Sansone è praticamente nostro, Krsticic quasi, mentre sul portiere c’è ancora lavoro da fare soprattutto nell’uscita di Stojanovic che deve spalancare le porte all’estremo difensore del futuro. Ragazzi, davvero, due squadre saranno promosse, il Bologna è secondo ed è governato da un imprenditore tra i più ricchi del Canada, un presidente che ha la calamita sui consensi presso i tifosi, è gestito da un amministratore delegato tra i più stimati in Italia e con un uomo mercato dal curriculum che parla da sé. Insomma, il 6 di gennaio credo proprio che la Befana ci porti solo zucchero in quantità industriali: il carbone lo lasciamo a coloro che non hanno creduto e investito nella nostra storia. Ci aspetta un sorprendente 2015 tutto da giocare!

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