Se, come sembra, Joey Saputo e Joe Tacopina sono riusciti a calibrare i loro ruoli all'interno della nuova compagine societaria, si può - finalmente - dare spazio al campo. Certo, gli spunti saranno meno avvincenti rispetto alle trame societarie, ma da sempre i campionati si vincono grazie ai protagonisti che scendono in campo all'interno del rettangolo verde. Basta dunque fideiussioni, quote, aumenti di capitale, cinema o quanto altro, da ora in avanti sarebbe preferibile rimanere nell'ambito delle nozioni tecniche, soprattutto perché siamo alle prese con un campionato da vincere a tutti i costi anche per gli introiti Sky che ne conseguirebbero. Oro colato per le casse del Bologna nonostante queste siano ormai sotto l'egida del ricco Saputo. Ecco, ricco non è sinonimo di spendaccione, per cui ci andrei cauti nel ribadire la certezza di investimenti corposi da parte del magnate canadese. Anche perché spendere tanto e non ottenere risultati è il primo viatico per far scappare chiunque. Nessuno investe a perdere. Uno dei motivi per cui il progetto stadio è centrale. Ora, si parla da settimane di rivoluzioni, di stravolgimenti che Saputo attuerebbe con lo sbarco a Casteldebole di Corvino. Chiaro, il Bologna va potenziato ma, al momento, mi risulta difficile un capovolgimento della rosa con 15 acquisti e venti cessioni (mettiamoci anche gli esuberi). Capisco la connessione che ci può essere tra l'arrivo di un nuovo direttore sportivo e quello di nuovi calciatori o di un allenatore diverso, ma portare avanti tutto questo a gennaio (a metà campionato) può essere difficile. Attenzione, chi ci mette i capitali può senza dubbio fare ciò che ritiene più opportuno (ed è giusto che sia così) però credo risulti logisticamente complicato ripartire da capo con una nuova squadra e un nuovo allenatore. Stravolgere tutto significa dare in mano all'ipotetico nuovo allenatore una rosa da ricementare, aspetto che richiede quel tempo che il Bologna non ha, perché nel mezzo della lotta e a stagione in corso. Ribadisco un concetto per evitare incomprensioni: la figura di Corvino è importantissima e autorevole, mi piace e lo reputo un salto di qualità enorme, sarei un pazzo a non pensarla così e il curriculum di Corvino parla per sé. Detto questo, mi è sembrato troppo facile la velina in circolo da diverso tempo a questa parte: ovvero che la netta presa di posizione di Saputo (più peso specifico e nuovo direttore sportivo) coincida in automatico con una rivoluzione tecnica.
Non escludo rivoluzioni, ovvio, ma è necessario capire se siano realisticamente fattibili a gennaio in Serie B. Inoltre, alla fine della fiera, c'è una parte importante dell'attuale rosa che sta facendo bene e non vedo perché dovrebbe essere cambiata. Tra l'altro, parlare di cambio allenatore a pochi giorni da una sfida cruciale può essere controproducente. Anche su questo fronte occorrerebbe guardare i risultati: se Lopez continuerà a procedere a marce inceppate allora si potrà serenamente fare un ragionamento, ora, con pochi indizi per silurarlo, può essere avventato. Non è comunque detto che un nuovo direttore sportivo porti un nuovo mister, altrimenti l'equazione varrebbe anche in caso di primo posto. Insomma, se Lopez fosse in cima alla classifica verrebbe sostituito solo perché arriva Corvino? Forse no. A poche ore dalla sfida, non vorrei si ripercorresse lo stesso viatico intrapreso prima della partita col Brescia, tutti a parlare di fideiussioni, a criticare duramente Tacopina per il primo errore e a prendersela con i tifosi miopi che gli avevano dato credito, mentre in campo, dove si producono punti, il Bologna perdeva sotto i colpi di un Brescia sull'orlo del fallimento. Nei prossimi due giorni so già che si parlerà solo di Saputo e di come (in teoria) intenda appropriarsi col tempo del Bologna mettendo in un angolo Tacopina. Bè, sinceramente eviterei. Domenica giocheranno i vari Coppola, Morleo e Matuzalem, sono loro a cui dovranno andare i nostri pensieri e il nostro tifo. Chiudiamo una volta per tutte le vicende societarie e facciamo sì che la palla esprima gli inoppugnabili verdetti. Se poi i nostri calciatori scenderanno in campo distratti da altre vicende, bé, recitiamo tutti quanti un bel mea culpa.
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