lo spunto

B di una pochezza devastante, fallire sarebbe un peccato

Se la sfortuna ci ha colpiti da una parte, con una carambola pazzesca in occasione del gol irpino, la dea bendata ha avuto un occhio di riguardo per noi (finalmente) dall’altra con i risultati del giorno dopo. Pareggiano o perdono tutte le...

Manuel Minguzzi

Se la sfortuna ci ha colpiti da una parte, con una carambola pazzesca in occasione del gol irpino, la dea bendata ha avuto un occhio di riguardo per noi (finalmente) dall’altra con i risultati del giorno dopo. Pareggiano o perdono tutte le nostre dirette concorrenti, così il Carpi allunga di un solo punto mentre il Frosinone si mantiene ad un tiro di schioppo dopo il pareggio interno col Cittadella, ancora per via di una grave indecisione di Zappino. Rimaniamo in lotta per la promozione diretta, nonostanteil settimo posto. Sono i chiari ed evidenti segnali di una B dal livello basso che solo il nostro classico autolesionismo può porsi ad ostacolo insormontabile per i nostri sogni. La legge di Murphy, per noi, è una consueta ed inopinata ritualità: se qualcosa può andare male lo farà. E noi ci sguazziamo da anni nel nostro delirio calcistico privo di gioie e contornato da tante delusioni. ‘Impossible is nothing’ reclama una nota pubblicità, mentre da queste parti nemmeno il possibile pare raggiungibile, anche l’abbordabile, la missione facile da portare a termine come fare punti contro una squadra priva di quattro titolari ci si pone davanti come l’Everest da scalare a mani nude. E’ il nostro destino, dobbiamo soffrire per poter poi festeggiare quelle poche volte che ci è concesso. Ci siamo abituati. Detto questo, iniziamo a riflettere su alcuni aspetti che in questo momento limitano le nostre prestazioni. Abbiamo un evidente problema attacco, non segniamo e sprechiamo tutto lo sprecabile. Questo porta i giocatori ad innervosirsi, perché creano ma non tramutano in reti e punti quanto prodotto. Ecco perché c’è tensione, quell’irrigidirsi che fa perdere la testa in alcuni frangenti. Oltre a questo subentra anche la frenesia, sempre un problema quando si scende in campo. La lucidità è tutto.

Ad ogni modo, non possiamo non notare come la B sia diventata decisamente un campionato mediocre. Parliamoci chiaro, i lupi di Irpinia hanno messo in mostra due passaggi in croce e questo è bastato per mettere in difficoltà il Bologna. I rossoblù sembrano in piena involuzione, hanno avuto una spinta notevole a metà girone di andata quando i meccanismi hanno girato a mille ma appena gli avversari sono riusciti a tarare il valore dei felsinei focalizzandosi nel limitare i punti di forza, il giochino si è rotto. Sotto questo punto di vista risaltano maggiormente i tanti punti persi, tutto fieno in cascina che ora viene meno anche per quanto riguarda la panchina di Lopez, esente da colpe al Partenio ma non in altre circostanze in cui coi cambi ha posto la squadra in difficoltà. Non è tutto da buttare, perché da luglio ad oggi il mister ha creato un gruppo e una identità, peccato che al momento non sembra sufficiente per ottenere ciò che tutti noi vogliamo. Mancano due o tre centesimi per fare l’euro e sono quelli che dovrebbero arrivare a gennaio, ma su questo è importante che Corvino venga ufficializzato al più presto. La società deve chiarire una volta per tutte chi si occuperà di mercato e, contestualmente, i giocatori – da professionisti quali sono – dovranno accettarlo senza se e senza ma. Capisco il legame con Fusco ma chi ha i soldi può decidere e comandare.