Ricordate l'annoso problema della passata stagione relativo alla pessima vena realizzativa degli attaccanti? Ricordate quando tutti noi eravamo aggrappati alle prodezze di Diamanti e Kone, per altro nemmeno prime punte? Bè, almeno per quest'anno il problema è risolto. Basta Bianchi, Cristaldo, Gimenez, Rodriguez o Acquafresca, il Bologna cala il tris d'assi che vale 70 reti in Serie B. L'ultimo acquisto, Matteo Mancosu, ne porta in dote 26 dalla passata stagione, Cacia 24 due anni fa (e 100 in carriera in B) e Sansone la bellezza di 20 in un Sassuolo da mille e una notte. Per la categoria siamo belli che coperti e, sinceramente, il problema di chi debba giocare al posto di qualcun altro non me lo pongo neanche. Ci sarà spazio e tempo per tutti, l'importante è remare uniti dalla stessa parte. Ora, con tutte le scaramanzie del caso, ditemi chi può toglierci la soddisfazione della Serie A a fine stagione. Ditemi chi, sullo stesso livello del Bologna, può schierare tre attaccanti di questa fattura. Rispondo io: nessuno. Nemmeno il Carpi capofila (molto del successo biancorosso si basa sul lavoro di Mbakogu) e il Livorno che continua a segnare a valanga, forte di un tridente comunque di rispetto ma non sullo stesso piano del nostro. Sulla carta non c'è partita. Certo, i campionati si vincono in campo e non con i valori ipotizzati da fuori, ma è innegabile come il turbo che Corvino abbia inserito nel motore del Bologna è di quelli buoni, una specie di tuning in stile Fast And Furious che rende la tua auto imbattibile in termini di velocità. In sintesi, senza guai meccanici nessuno può starti davanti.

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Non facciamoci dunque prendere dal panico, argomentando tesi assurde su chi debba far posto a Mancosu. In linea di massima, se fino a qui è stato Robert Acquafresca a fare da spalla a Daniele Cacia, penso semplicemente che da ora in poi le cose vadano meglio. Due più due fa quattro e Mancosu mi pare meglio dell'ex Cagliari. Tra l'altro, siccome in B non c'è questa spasmodica ricerca del perfetto equilibrio tattico - potendo il Bologna permettersi un modulo offensivo - non dovrebbero esserci problemi nell'utilizzare Cacia-Mancosu come coppia di attacco con un trequartista alle spalle. In quella zona c'è Laribi, ma all'occorrenza anche Sansone potrebbe ricoprire il ruolo. Non solo, con due punte più veloci come Mancosu e Sansone è ipotizzabile anche un tridente offensivo ricalcando quel 4-3-3 zemaniano su cui era stata costruita la squadra dall'allora direttore Fusco. C'è finalmente un ventaglio di opzioni ampio e di livello per il mister che non dovrà più penare se in qualche trasferta, tra squalifiche e infortuni, come successo anche di recente, la rosa sarà decimata. Una squadra lunga può essere un problema, non se si tratta di 15-16 uomini da poter ruotare in caso di necessità. Non resta dunque aspettare che Corvino finisca il lavoro di sfoltimento cedendo le ultime costose pedine.

Sotto questo profilo si lavora a quattro pesanti uscite. In primis Pazienza. Il mediano è nel mirino del Cesena e del Toro ma serve quasi sicuramente una buonuscita per la rescissione del contratto e facilitare una operazione a costo zero. Non chiedetemi che gusto ci sia nel rimanere perennemente a guardare gli altri se non portare a casa lo stipendio a fine mese. Così sia, ma se il giocatore non vorrà rimanere tra gli svincolati allenati da mister Magrini a giugno dell'anno prossimo, sarà bene che accetti di rimettersi in gioco e provare in qualche modo a rilanciarsi. Altra mission impossible è rappresentata da Abero, l'uruguaiano - tolto il gol al Varese - non ha mai inciso se vogliamo usare un eufemismo. Potrebbe anche essere che in B qualcuno bussi, nella fattispecie proprio i lombardi castigati all'andata. Infine, il reparto offensivo. Detto che secondo me Improta resterà, o almeno Corvino mi ha negato due trattative che secondo alcuni sembravano avviatissime (se è pretattica lo scopriremo) è necessario cedere almeno uno tra Acquafresca e Troianiello. Sull'attaccante ex Cagliari si cercherà di sfruttare i buoni rapporti con Foschi ma anche in questo caso il nodo ingaggio resta un inghippo notevole, unito alla volontà del giocatore di rimettersi in ballo altrove (ricordate che l'anno scorso rifiutò l'Udinese). Per concludere, Troianiello. Preso da Fusco a giugno, l'ala sembrava potesse ritagliarsi un ruolo importante dopo che in ritiro qualcosa di buono lo aveva messo in mostra; invece, col passare del tempo e delle prestazioni deludenti, anche Lopez è stato costretto ad arretrarlo pesantemente nelle rotazioni fino a non trovare più spazio. Un giocatore come lui in B ha mercato ma è necessario abbassare le pretese sotto il profilo dell'ingaggio. Altrimenti potrebbe anche rimanere qui. Di certo, se Corvino riuscirà a cedere il terzetto Abero-Acquafresca-Pazienza, meriterà un monumento importante in Piazza Maggiore. Il Nettuno potrebbe avere concorrenza.

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