~~Parafrasando il best-seller di E. L. James, con la vittoria a Varese, Lopez ci consegna 51 punti che sfumano le nostre emozioni dal dolore al piacere, dalla sensazione di dover subire questo campionato a suon di pareggi tiepidi e sconfitte casalinghe, al desiderio appagato di una rimonta che riaccende la voglia e stuzzica l’immaginario dei tifosi verso scenari a luci… rossoblù. L’hombre vertical si è tenuto stretto la panchina dopo averla sostanzialmente persa a fine primo tempo, il tutto dopo una partita da brividi e da cardiopalma che il mister uruguaiano è riuscito ad aggiustare nella ripresa. Diciamo che la sensazione generale è che il 4-3-1-2 in fase offensiva inizia – anzi, continua – a fare fatica. Le avversarie si sono adattate, capiscono come giochiamo e diventa complicato trovare soluzioni offensive. Sotto questo profilo, Lopez raramente ha cambiato impianto di gioco, lo ha fatto a inizio stagione passando dal tridente al trequartista dietro due punte, per il resto solo piccole sfumature modificando la coppia d’attacco, senza privarsi di Laribi. A Vares, invece, il Bologna ha cambiato marcia anche e soprattutto con le tre punte: Cacia, Improta e Sansone. Più in generale, essendo impossibile per il tecnico privarsi del fedelissimo (e vice bomber) Laribi, non sarebbe affatto male puntare con decisione per questo finale di stagione su una coppia che, per caratteristiche, si potrebbe sposare perfettamente: Cacia-Sansone. Entrambi match winner contro il Perugia (ultima vittoria casalinga) e sabato in quel di Varese. La sensazione è che anche Daniele, con un compagno di reparto più adatto, sia più libero di svariare sul fronte e attaccare gli spazi in area quando ne sente l’esigenza, in fin dei conti, se andiamo a vedere le due reti dell’Ossola, capiamo quali sono i crismi del bomber Cacia. Movimento in profondità non ostacolato da altri compagni, oppure rete di rapina a centro area su cross dal fondo. In sintesi, il Bologna dovrebbe giocare con tre uomini offensivi, lasciando Cacia libero di svariare.
Sul resto l’impianto di gioco ha retto l’urto nella ripresa dopo un primo tempo, senza Matuzalem, da incubo. Buchel non è ancora Buchel, Casarini fa quel che può mentre Zuculini ha bisogno come il pane di Ceccarelli. I due, però, si aggiungono agli uomini offensivi quando trovano verticalità sulla fascia destra, e non è un caso che il 50% delle reti di Daniele Cacia arrivi da cross sugli esterni. Entella, Lanciano (2), Perugia e Varese. Non sono solo coincidenze. Queste statistiche rappresentano un segnale utile a far capire quanto sia necessario cercare di allargare il più possibile il gioco, evitando che i nostri terzini risultino imbottigliati quando di fronte si trovano difese chiuse. Ma se da una parte l’intesa Ceccarelli-Zuculini è perfetta, dall’altra, con un Buchel ancora lontano dal suo rendimento, Masina fa più fatica, nonostante ci metta impegno e corsa per novanta faticosissimi minuti. Impensabile, dunque, aspettarsi stravolgimenti tecnici, però è chiaro che il secondo tempo contro un modestissimo Varese può indicare una via credibile per fare del Bologna una squadra dalla produzione offensiva più concreta.
Ancora una volta, un Bologna falcidiato dalle assenze si sottrae ad un remissivo periodo di crisi fra le “mura domestiche” del Dall’Ara, grazie ad una vittoria in trasferta, che forse suggerisce più di una variante sul tema per affrontare il derby contro i canarini. Con il suo atteggiamento lineare e a volte perentorio, Lopez persegue gli obiettivi del Club, riponendo fiducia assoluta nei suoi ragazzi, anche se le sfumature intermedie che ci separano dal primo posto in classifica, non devono diventare una patologia, un atteggiamento quasi masochistico nel voler ripetere gli stessi errori o proporre i medesimi schemi fallaci. Spero che il percorso intrapreso dal mister e dalla squadra in generale, fra vecchi e nuovi elementi, stia finalmente trovando una direzione unanime, protesa verso il successo e il sublime piacere della vittoria. Una dopo l’altra, ripartendo proprio dalla sfida che ci attende domenica prossima. Basterà ricordarsi che il grigio non è il colore delle nostre maglie e scendere in campo con la consapevolezza che il calcio è anche divertimento puro nel far girare quella benedetta palla, tutti insieme, verso la magia del gol.
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