di Rosanna D'Atri

Un altro Lunedì, nero, passato a raccogliere le idee pensando a come interpretare i segnali non incoraggianti che arrivano da Casteldebole. Chi lo sa, forse bisognerebbe semplicemente smettere di pensare, avere reazioni di pancia e fare un’analisi che non contempli tutto quello che è successo nell’ultimo mese.

Fai un giro sul web, leggi i giornali, ascolti la gente per strada o sui mezzi pubblici e tra lo choc di vedere Gentiloni a Palazzo Chigi, la Fortitudo che non va e la Virtus che rimedia al weekend sportivo bolognese pensi: “ Ma come si fa a dire che siamo una succursale di un canadese?”.  Non riesco a pensare ad altro, seriamente, siamo arrivati al punto di dover mettere in discussione quanto Saputo sta facendo per il Bologna? Io non capisco, in Italia saremo anche abituati a personaggi che scimmiottano i boss rappresentati a Hollywood che si aggirano per gli stadi di tutto il mondo camminando a tre metri da terra, contribuendo a regalare alla collettività un’immagine negativa del nostro sport nazionale e a Bologna che facciamo? Anziché rendere grazie, sempre e in ogni luogo, per avere la fortuna di essere rappresentati da un Signore come Saputo si ha il coraggio di fare affermazioni di questo tipo e magari rimpiangere gli pseudo imprenditori del luogo che di chiacchiere ne hanno fatte anche troppe. Che poi per carità, ognuno è libero di pensare e affermare ciò che gli pare, a volte però sarebbe meglio non farsi trasportare dal vento e dare il giusto peso alle parole così come sarebbe meglio dare il giusto peso anche alla negatività del momento.

Bologna-Empoli 2016

Giochiamo male, non facciamo gol, siamo demotivati per la maggior parte del tempo e anche un po’ sfigati a dirla tutta. La reazione post Udine ci sarà anche stata ma purtroppo, al momento, non basta per rasserenare gli animi e tornare ad apprezzare il lavoro che si sta tentando di fare perché qui servono fatti, punti o almeno gol. Da fuori tutto sembra confuso, correre a testa bassa senza poi avere la lucidità necessaria per piazzare il colpo non può essere più un alibi e forse, ha ragione chi sostiene che abbiamo sopravvalutato questa squadra presi dall’entusiasmo.

Il clima di tristezza con cui ieri abbiamo abbandonato il Dall’Ara a fine partita testimonia, quanto male faccia, vedere tutto il buon lavoro fatto perdersi nei meandri della nebbia che ci avvolge da troppo tempo ormai. E se al Dall’Ara ci ritorneremo tra circa un mese, il clima natalizio in cui siamo già immersi fino al collo può regalarci un po’ di positività e aiutarci a pensare che sulla zona rossa abbiamo ancora un buon margine e che a gennaio, con rientri e nuovi arrivi compresi si spera, possiamo riprendere il cammino.

In questo momento saremo anche passati dalle stelle alle stalle ma quest’anno, sotto l’albero, io vorrei ritrovare ancora Saputo e il suo progetto a indicarmi la via.

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