Spal-lata rossoblù

Ferraresi battuti e siamo sopra al Chievo. Che goduria!

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Si dice che questo derby sia più sentito a Ferrara che a Bologna. Sarà pure vero, ma prima della partita mi sale una tensione che non ricordo di provare da anni. Loro ci terranno anche di più, ma a me non vincere contro «loro qua» mi starebbe parecchio sul culo (scusate il francesismo). E’ metà ottobre ma sembra giugno, fortuna che non sono l’unico in maglietta. Attorno a me c’è gente che indossa giacche e piumini, una signora viaggia con passo spedito dentro a due stivali da cowboy che non metterebbe manco con due metri di neve: sudo anche per lei! Il Dall’Ara è bello come in poche altre occasioni, finalmente a forti tinte rossoblù. Poi che figata è giocare di domenica alle 15:00?!

Ci si può innamorare di un giocatore che fino ad un mese fa si pensava fosse arrivato a Bologna per giocare venti minuti e rifarsi cataratta e prostata? Si, se sei Rodrigo Palacio in questo momento puoi tutto. Tu chiedi e ti sarà dato. Parte palla al piede da metà campo, al limite dell’area ne fa fuori due con un dribbling ma sbaglia il controllo, allungandosi la sfera quel tanto che basta al portiere per chiudere in uscita. No ragazzi, ho sbagliato io non lui! Rodrigo ha fatto la cosa giusta. Perchè non sarebbe stato umano, avremmo certificato la presenza di un marziano al Dall’Ara. Vedere uno stadio intero alzarsi in piedi ad applaudire una giocata simile è stata un’emozione più grande di un goal. Se quella palla fosse finita nel sacco, l’Inter lo avrebbe rivoluto indietro ed invece Rodrigo ce lo godiamo noi!

Ma dire che questo è Bologna è solo Palacio non è giusto. Nei primi trenta minuti i rossoblù soffrono la veemenza di una Spal carica a pallettoni: Verdi steso nella nostra metà campo dopo 20 secondi ne è la prova. Loro ce la incartano bene, noi sbuffiamo, sbagliamo tanto e sembriamo pure un po’ imballati. Probabilmente anche il caldo gioca un ruolo importante. Minuto trenta: Verdi, Difra, Palacio, Poli. Ciao Spal. Per 58 minuti è solo Bologna, ma è un Bologna troppo vanitoso e poco concreto. L’autogoal di Salamon sembra essere la pietra tombale sul match. I ferraresi spariscono dal campo e i rossoblù si specchiano in loro stessi manco fossero la strega di Bancaneve. Bisognerebbe fare il terzo, chiudere definitivamente la contesa e pensare ad altro. Ma noi tifosi del Bologna possiamo vivere una domenica serena? No. A due giri di lancetta dalla fine, al primo tiro in porta, Antenucci fa una gran pera che riapre la partita. Ce la facciamo un po’ nelle braghe, Palacio tira giù la traversa e Guida fa una cosa surreale: fischia la fine mentre Taider sta appoggiando la palla in rete. Ma perchè? Aveva giocato il due a uno? Mah…

Tutto bello, anzi bellissimo. Eravamo rimasti ad Olivares / Savi, era il 20 novembre 1994, ripartiamo da Poli / Salamon e un sesto posto in classifica da far girare la testa. Il maledetto Chievo è alle spalle e quindi vale ancora di più. Forse siamo un po’ oltre i nostri limiti e ci sta girando anche tutto bene. Però questo Bologna sembra davvero diverso rispetto alla squadra noiosa dell’anno scorso. Godiamocelo.

Forza Bologna, sempre!

PS: Per la seconda volta non ho parlato di Destro e sono ancora vivo.

MATTEO RIMONDI

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