L’è un gran Bulàggna

L’è un gran Bulàggna

Bruno, Bruno, Bruno, Bruno, Bruno, Bruno, Bruno, Bruno, Bruno!

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Prendete tutto quello che si è detto fin qui. Sbucciatelo, affettatelo e irroratelo con  succo di limone. Montate poi gli albumi a neve e sbattete i tuorli con lo zucchero. Aggiungere il burro. Unite la farina, il lievito e la scorza di limone. Mescolate bene l’impasto. Cuocere in forno preriscaldato per 90 minuti. Una volta sfornato mettete il tutto nel bidone del rusco: non ho capito niente e ne sono felicissimo.

E’ stato un Bologna sontuoso, sicuramente il più bel Bologna della gestione Donadoni. Abbiamo visto una partita di rara intensità e un primo tempo da ricordare a lungo. L’Inter non ha giocato? Io dico che il Bologna l’ha messa sotto di brutto e, per una volta, sono stati più bravi i rossoblù. A centrocampo Vecino, Borja Valero, Joao Mario e Candreva sono stati letteralmente arati da Poli, ChupaPulgar e Donsah con l’aiuto di Verdi – che questa sera deve aver sbloccato la modalità «alieno» – e Difra. La difesa, così schermata, ha retto egregiamente – Helander davvero tanta roba – e gli attaccanti nerazzurri non l’hanno mai vista. L’unico che ha sofferto è stato Masina, ma di fronte aveva un certo Candreva che ne fa soffrire molti e gli si può perdonare il fatto di essere stato saltato un paio di volte. Diciamo anche che i due esterni d’attacco hanno sì dato una mano a centrocampo, ma non si sono quasi mai schiacciati sulla linea di difesa e la differenza si è vista. Eccome se si è vista: non giocando a cinquanta metri dalla porta sono tornati ad essere incisivi.

Tutto davvero molto bello. Ci siamo divertiti ed era da tempo che al Dall’Ara non ce la spassavamo così. Ci voleva proprio. Ci voleva per allontanare quelle nubi di pessimismo che da tempo stazionavano sulla nostra testa. Ci voleva per scacciare quella perenne sudditanza verso l’avversario, qualsiasi avversario. Ci voleva per ricordarci che nel calcio ci sono cose che i soldi non possono comprare – con buona pace della pubblicità della Mastercard – e che contro una grande si può ancora vincere o almeno provarci. Ci voleva per farci capire che questa squadra ha davvero un’anima. Dopo il pareggio abbiamo continuato a giocare, abbiamo provato a ri-vincerla e forse questo è il segnale più importante. Speriamo che questo Bologna-Inter sia veramente l’inizio di  #unaStoriaDaVivereInsieme, come recitava il motto dell’anno scorso.

Tutto davvero così bello? No. Male, male, male l’arbitraggio. Sinceramente indisponente la condotta di Di Bello e a dir poco discutibile la gestione dei cartellini, con il secondo interista ammonito al minuto 85: troppo comodo rimettere in ordine le statistiche negli ultimi spiccioli di gara. Del rigore ne possiamo parlare per mesi, ma ognuno di noi continuerà ad avere la propria idea. Provo a sintetizzare: il tocco c’è, è innegabile, poi Eder stramazza al suolo con le membra dilaniate da un colpo di alabarda spaziale. Dal vivo, e dalla curva, ho avuto la sensazione che fosse rigore – il movimento di Mbaye è davvero molto strano -, visto alla moviola mi lascia qualche dubbio. A noi l’avrebbero dato? Sinceramente non lo so. Del resto l’unica certezza che ho questa notte è quella di aver visto davvero «un gran Bulàggna». Scusatemi se è poco!

Forza Bologna e …. Bruno, Bruno, Bruno, Bruno, Bruno, Bruno, Bruno, Bruno, Bruno!

MATTEO RIMONDI

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